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Estero
Francia, offensiva Hollande per investimenti esteri
Redazione
13 anni fa

"Operazione seduzione" del presidente francese, François Hollande, che preme sull'acceleratore per promuovere gli investimenti stranieri in Francia. In occasione del primo "Consiglio attrattività", il capo dello Stato ha ricevuto oggi all'Eliseo oltre trenta dirigenti tra gruppi industriali e fondi di investimento con lo scopo di rispondere alle loro perplessità e dire che la Francia è il posto giusto su cui scommettere. "Dobbiamo fare tutto il possibile per accogliere rapidamente e efficacemente gli investimenti stranieri", ha detto il presidente, assicurando che Parigi "non ha paura dei capitali che vengono a investire in Francia". "Non vogliamo proteggerci", ha insistito Hollande. L'iniziativa prevede, tra l'altro, una nuova agenzia per gli investimenti, facilitazione dei visti e semplificazione delle formalità doganali e societarie, ma anche un 'passaportò per i giovani talenti e maggiori facilitazioni per gli studenti stranieri. Alla riunione dell'Eliseo hanno partecipato pesi massimi dell'industria mondiale come Volvo, Bosch, Siemens, Samsung, Intel, Nestlé o General Electric. Ma anche i responsabili di fondi di investimento del Golfo persico e della Cina o di aziende di Paesi emergenti. Hollande, che ha dato loro appuntamento tra sei mesi per "giudicare" i risultati delle sue riforme, si è nuovamente impegnato ad "armonizzare" la fiscalità per le imprese con quella dei "principali vicini europei", in particolare, con la Germania, "entro il 2020". In totale, i 34 gruppi accolti oggi all'Eliseo rappresentano un fatturato di 850 miliardi di euro per 100.000 posti di lavoro. A scoraggiare gli investimenti esteri in Francia, sono soprattutto le regole sulla fiscalità, a partire dalla tassa del 75% a quelle imprese che attribuiscono remunerazioni annuali superiori a 1 milione di euro. Ma anche la tassa societaria, che quest'anno potrebbe raggiungere il 38%, un record a livello europeo. Attualmente, secondo Ernst and Young, dalla Francia giungono "segnali difensivi se non di repulsione che preoccupano imprenditori e capitani d'industria", mentre Germania e Regno Unito sono "meglio radicati nella globalizzazione, più flessibili e competitivi". In un appello pubblicato il 19 dicembre dal quotidiano Les Echos, oltre 50 responsabili di filiali francesi di aziende straniere radicate in Francia (Coca-Cola, GE, Siemens, HP, Adecco...) avevano denunciato le crescenti difficoltà a convincere i loro vertici a investire qui. Secondo la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo Sviluppo (CNUCED), lo scorso anno, gli investimenti diretti stranieri sono crollati del 77%, mentre sono quintuplicati in Germania. Questi dati ancora provvisori possono essere oggetto di "importanti correzioni", minimizza però l'Eliseo. Hollande ha promesso che il 'Consiglio attrattività' si riunirà una volta a semestre. Secondo l'Eliseo, 20.000 aziende straniere e le loro filiali si sono sistemate in Francia, dando posto di lavoro a circa due milioni di persone.

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