
Nuova mobilitazione nelle città francesi contro la riforma del lavoro di Emmanuel Macron portata avanti con i decreti dal governo di Edouard Philippe. Nonostante la scarsa partecipazione delle giornate di scioperi e manifestazioni di settembre e ottobre, 170 manifestazioni sono in programma oggi in varie città. Per la prima volta dall'elezione di Macron, partecipa ai cortei anche il sindacato Force Ouvrière. In mattinata era fra il 10 e il 15% l'adesione registrata fra i lavoratori delle Sncf, le ferrovie, nella regione di Parigi. Più alta l'astensione dal lavoro in provincia. L'appello a scioperare è stato lanciato dalla Cgt e dagli altri sindacati anche nei settori ospedaliero e della sanità e assistenza. Colpito il settore dell'informazione pubblica, con diverse radio e televisione in difficoltà con i notiziari. I due leader principali, Philippe Martinez (Cgt) e Jean-Claude Mailly (Fo), dopo ripetuti scontri sulla strategia da seguire in questi mesi, sfileranno il primo a Parigi e il secondo a Marsiglia. Gli studenti partecipano alla mobilitazione ma l'obiettivo della loro protesta è ora la riforma dell'accesso all'università. Per sabato, il cosiddetto "Front social" - organizzazione che riunisce diversi collettivi per i diritti all'alloggio, al lavoro e contro la disoccupazione - ha lanciato un appello a una "marcia sull'Eliseo" per protestare contro la "politica antisociale" di Emmanuel Macron. Il presidente è stato definito questa mattina dal segretario del Partito comunista, Pierre Laurent, intervistato da France Info, il "Babbo Natale dei ricchi".
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