
Sarà più "par condicio" quella che tv e radio francesi dovranno rispettare dal 1. settembre: il tempo di parola del presidente Nicolas Sarkozy sarà infatti inserito in quello della maggioranza, a meno che non parli come capo dello Stato e non intervenga dunque nel "dibattito politico nazionale". Il Csa, il Consiglio superiore dell'audiovisivo - l'authority radiotelevisva - ha dettato così le sue regole, dopo che il Consiglio di Stato aveva accolto l'8 aprile un ricorso dell'opposizione socialista, stufa della "onnipresenza mediatica" di Sarkozy, e chiesto al Csa di fissare le nuove regole della "par condicio". Anche la ripartizione del tempo fra maggioranza e opposizione cambia: da quarant'anni vigeva il sistema dei 3/3: un terzo del tempo di parola al governo, un terzo alla maggioranza, un terzo all'opposizione, con il presidente della Repubblica considerato al di sopra della mischia. Ora i tempi d'intervento dell'opposizione parlamentare "non potranno essere inferiori alla metà dei tempi accumulati dal capo dello Stato, dai suoi collaboratori, dal governo e dalla maggioranza presidenziale". I socialisti sono naturalmente soddisfatti. Il presidente del gruppo parlamentare all'Assemblea nazionale, Jean-Marc Ayrault, osserva che il Csa "ci dà ragione, decidendo che il presidente non è un protagonista al di sopra di tutti, perché si esprime come capo di una maggioranza. È la fine di un'anomalia". Ma anche il partito di Sarkozy, l'Ump, saluta la decisione del Csa: è "saggia e conforme alla Repubblica esemplare voluta da Sarkozy", ha detto il portavoce del partito, Frédéric Lefebvre. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

