
Chi rifiuta di riconoscere l'uguaglianza tra uomo e donna non può ottenere la cittadinanza francese per naturalizzazione. Lo ha sentenziato oggi il Consiglio di Stato francese, la più alta istanza della giurisdizione amministrativa, secondo cui la parità fra i sessi è uno dei "valori fondamentali da rispettare" per chi voglia dirsi francese. Il verdetto, riferisce il sito del quotidiano Le Figaro, arriva in risposta al ricorso di un uomo straniero sposato con una francese, che si era visto negare la naturalizzazione per aver rifiutato, con "frasi e comportamenti", di accettare il principio di uguaglianza tra uomo e donna. In Francia, una persona straniera sposata a un francese può ottenere la cittadinanza dopo 4 anni di matrimonio, presentando una semplice dichiarazione allo Stato civile. Le autorità possono però porre un veto se la persona è ritenuta "indegna" o per "difetto di integrazione". Così era avvenuto per esempio, nel 2010, per un uomo di origine marocchina che costringeva la moglie a portare il burqa e "adottava nel quotidiano un atteggiamento discriminatorio verso le donne, che arrivava fino al rifiutare di stringere loro la mano".
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