
Una madre di famiglia e suo fratello, che avevano mandato un bambino di tre anni alla scuola materna con una maglietta che recava le scritte "io sono una bomba" e "Jihad, nato l'11 settembre", sono stati condannati a pene detentive oggi dal tribunale di Nimes, nel sud della Francia. La madre, Bouchra Bagour, è stata condannata dalla Corte d'appello a un mese di carcere con la condizionale e 2.000 euro di multa, il fratello, Zeyad Bagour, a due mesi con la condizionale e 4.000 euro, per apologia di reato. Ad aprile, erano stati assolti in primo grado, ma la procura aveva fatto appello. "Viviamo un'epoca strana - aveva detto allora il pubblico ministero nella sua arringa - assistiamo all'evocazione senza ritegno del terrorismo. Non voglio trovarmi questo genere di scritte nelle scuole o nei tribunali". La t-shirt era stata regalata al bambino dallo zio, che si è difeso parlando di un scherzo di cattivo gusto: "non ci avevo trovato niente di male - aveva provato a spiegare - la frase 'sono una bomba' è usata da tutti. Quanto a Jihad, nato l'11 settembre, si tratta davvero del suo nome e della sua data di nascita". ATS
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