
L'ex leader del Fronte Nazionale, Jean-Marie Le Pen, 85 anni, è stato condannato a pagare una multa di 5000 euro per le sue parole offensive nei confronti dei Rom. In particolare, il tribunale di Parigi lo ha condannato oggi per ingiuria nei riguardi di un gruppo di persone, a causa della loro appartenenza etnica. L'accusa aveva richiesto due mesi di prigione con la condizionale. Il 22 settembre, durante "l'università estiva" del FN, Le Pen, aveva sparato a zero sugli immigrati. All'incontro, era presenta anche la figlia Marine, che ormai guida il partito e sta cercando di cambiare la sua immagine di formazione xenofoba. Riferendosi ai Rom, Le Pen aveva suscitato risate e applausi nella platea di militanti con la frase: "Nous, nous sommes comme les oiseaux, nous volons naturellement" ("Noi, siamo come gli uccelli, voliamo naturalmente"). Un gioco di parole che non può funzionare in italiano, ma che in francese si basa sul fatto che la parola "volons" significa sia "volare" sia "rubare". Per la giustizia francese, come anche per le associazioni antirazziste, si tratta indubbiamente di un'ingiuria xenofoba. Mentre l'avvocato di Le Pen lo ha difeso dicendo che si trattava di una semplice battuta. Il fondatore del FN è già stato condannato più volte per le sue derive verbali, dalle camere a gas naziste definite come "un dettaglio della storia della seconda guerra mondiale" (1987), fino all'"ineguaglianza delle razze" (1996), o all'occupazione tedesca "non particolarmente inumana". Intanto, il Fronte Nazionale vola comunque nei sondaggi elettorali.
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