
La ministra francese della Giustizia, Christiane Taubira, ritiene che il lancio di "programmi contro l'indottrinamento" sia diventato "indispensabile" per contrastare la radicalizzazione e l'arruolamento dei giovani nella jihad in Siria o Iraq. "Il Regno Unito, nella logica anglosassone, ha messo in piedi da diversi mesi dei programmi contro l'indottrinamento, la radicalizzazione. Rientra meno nella nostra cultura ma è diventato indispensabile", ha detto la Guardasigilli a Marsiglia, aggiungendo: "Bisogna fare in modo che questi giovani sfuggano all'indottrinamento, al lavaggio del cervello, all'addestramento". La misura si inscrive nella continuità del piano francese anti-jihad presentato in aprile scorso. "Abbiamo mobilitato un sociologo per lavorare sui metodi di lotta all'indottrinamento", ha spiegato ancora Taubira, riferendo che Parigi guarda con interesse a ciò che si fa in altri Paesi toccati dal fenomeno, a partire dal Regno Unito. Poco prima, in occasione di una conferenza stampa, il procuratore di Parigi François Molins ha ritoccato al rialzo le stime sul numero di candidati alla Jihad, valutato a "circa 1000" persone. Oggi il quotidiano Le Monde dedica un'intera pagina alla storia di Hélène, una giovane parigina di 17 anni. Spinta a convertirsi al salafismo dal suo ragazzo, Hélène si è decisa ad osservare la sharia, la legge islamica, sotto lo sguardo impotente della madre.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

