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Relazioni internazionali
Francia e Germania in crisi? "Non una buona notizia per la Svizzera"
Redazione
2 anni fa
Con Gilbert Casasus, professore emerito di studi europei all’Università di Friburgo, analizziamo le difficoltà vissute dai due Stati più importanti dell'UE e le conseguenze che potrebbero avere sulla Svizzera. “Quando l’Europa funziona bene, il nostro Paese ne approfitta".

Malgrado le dichiarazioni rilasciate in serata dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha escluso di rassegnare le dimissioni, la situazione in Francia a seguito della caduta del governo Barnier, rimane tesa. Un contesto non semplice che si aggiunge alle difficoltà attraversate da un altro grande paese europeo, la Germania. Sono in molti adesso a chiedersi che impatto potrebbero avere sull’UE le criticità dei due Stati più importanti dell’Unione, anche in vista del ritorno di Donald Trump. “Come ricorda un vecchio adagio, quando l’asse franco-tedesco funziona, funziona l’Europa. Quando invece fa fatica, ne risente tutto il continente”, commenta a Ticinonews Gilbert Casasus, professore emerito di studi europei all’Università di Friburgo. “Ad oggi siamo nella seconda situazione. Questi due Paesi hanno perso la convinzione di lavorare insieme per l’Europa. Al momento non ci sono più un motore e un’iniziativa franco-tedesco". Al contrario “tra Francia e Germania ci sono rivalità sempre più importanti”.

Quali conseguenze per la Svizzera?

Molti elvetici ritengono che un’Unione europea indebolita dalle difficoltà di Parigi e Berlino potrebbe rappresentare un fattore positivo per la Svizzera, impegnata a discutere dei nuovi accordi bilaterali. Una tesi con cui il professor Casasus non concorda affatto. “Quando l’Europa funziona bene, il nostro Paese ne approfitta. Se Germania e Francia sono in difficoltà, questa non è una buona notizia per noi”. Con una Germania in crisi sul piano economico e una Francia che a sua volta vive delle difficoltà, “ci possono essere delle ripercussioni sulle relazioni che la Svizzera ha con questi due Stati e con l’insieme dell’Europa”.

Oggi la Svizzera “non è per nulla il tema numero uno in Europa. Per i francesi e per i tedeschi non rappresenta la priorità e la volontà di questi due Stati di negoziare con il nostro Paese non è più forte come un tempo”, conclude Casasus.

 

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