
Nell'inverno dei gilet gialli si moltiplicano i messaggi minatori e le intimidazioni contro i deputati di En Marche, la maggioranza del presidente Emmanuel Macron, mentre il Paese si blinda per il "nono atto" della mobilitazione previsto per domani.
Dopo le violenze di sabato, quando i casseur sono tornati in azione strappando la scena alla maggioranza di casacche gialle pacifiche, gli agenti dispiegati torneranno ad essere 80'000, come nel periodo più caldo della protesta a metà dicembre.
Sulle pagine Facebook amministrate da Eric Drouet, il falco del movimento che ieri ha respinto ufficialmente la mano tesa del vicepremier italiano Luigi Di Maio (MoVimento 5 Stelle), la mobilitazione nazionale viene convocata per la prima volta non a Parigi ma a Bourges, cittadina di 68'000 abitanti nel centro del Paese. Motivo? La sua posizione equidistante dalle principali città.
Ma l'allerta è alta anche a Parigi, dove il prefetto, Michel Delpuech, teme una protesta "più forte" e "radicale" rispetto allo scorso week-end, quando facinorosi in casacca gialla hanno sfondato la porta del ministero per le relazioni col parlamento (nonché sede del portavoce del governo Benjamin Griveaux) con una macchina da cantiere. In strada, nella capitale verranno schierati 5000 uomini oltre che quattordici blindati della Gendarmeria. Una quarantina tra commissariati e uffici giudiziari sono a disposizione per consentire, in caso di necessità, il fermo di fino a un migliaio di potenziali casseur. Appelli alla protesta, per la prima volta, anche da parte della comunità gitana, in segno di solidarietà con il "pugile picchiatore" Christophe Dettinger arrestato sabato scorso per l'attacco contro gli agenti.
Misure eccezionali nella tranquilla Bourges, eletta per domani come epicentro della protesta. Il comune ha predisposto misure di sicurezza per evitare disordini, l'arredo urbano viene protetto o temporaneamente trasferito in depositi lontani dal centro mentre si procederà alla chiusura di luoghi pubblici come il municipio. Decretato dal prefetto di zona, Catherine Ferrier, il divieto assoluto di manifestare nel centro storico.
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