
È sempre più un mistero la sorte di Élise, la bambina di tre anni e mezzo figlia di un francese e di una russa, rapita nei giorni scorsi nel sud della Francia. Secondo alcune fonti a Mosca, potrebbe essere stata condotta in Russia con documenti falsi, ma finora non si è avuta alcuna conferma su dove si trovi effettivamente la bimba. Nelle ultime ore le ricerche si erano concentrate anche sulla Svizzera. "Fino alle 18:30 (16:30 svizzere) al ministero dell'interno non era giunta alcuna notizia sul ritrovamento della bambina", ha detto questa sera all'agenzia Interfax un portavoce del ministero, aggiungendo che "nel caso si dovesse arrivare a sapere dove si trova, "una tale informazione verrà inviata all'ufficio russo dell'Interpol". Mosca ha infatti annunciato che partecipa alle ricerche su scala internazionale avviate dall'Interpol per trovare la piccola. Per l'intera giornata a Mosca si sono alternate notizie contrastanti e addirittura contraddittorie su Élise. L'agenzia Interfax, citando la polizia, ha riferito in mattinata che la bimba si trova in Russia, cosa questa tuttavia smentita poco dopo dall'altra grande agenzia russa, la Itar-Tass, che citava anch'essa la polizia. Da parte sua, l'ambasciata francese a Mosca - come riportato dall'agenzia France Presse (Afp) - ha detto che Élise non si troverebbe inRussia. A complicare il giallo su Élise è intervenuta una fonte anonima del mistero dell'interno russo. Citata dall'agenzia Ria Novosti, ha detto che la bimba sarebbe arrivata effettivamente in Russia con documenti falsi. "Abbiamo informazioni secondo le quali la bambina e le persone che l'hanno sequestrata in Francia sono già arrivate in Russia servendosi di documenti contraffatti - ha detto. Conosciamo il numero del volo col quale sono giunti". E ha aggiunto: "Gli inquirenti stanno stabilendo se si tratti veramente dei rapitori". Intanto, gli esperti russi escludono la possibilità di una estradizione di Élise e della madre, nel caso entrambe si dovessero trovare in Russia. "Se dovesse trovare conferma la notizia secondo cui la bambina si trova in territoro russo, lei resterà qui come previsto dalla costituzione russa", ha detto alla Itar-Tass Anatoli Kucerena, noto giurista e esperto della materia e responsabile di un organismo di controllo presso il Cremlino. "La Russia non estraderà mai una bambina che ha la cittadinanza russa", ha confermato da parte sua Vladimir Ovcinski, che è stato a capo dell'ufficio russo dell'Interpol dal 1997 al 1999. Al ministero degli esteri russo dal canto loro hanno fatto sapere che Mosca intende difendere gli interessi di tutti i cittadini russi, compresa la piccola Élise, ma che ciò potrà avvenire solo sulla base della legislazione vigente. Finora, ha detto un portavoce, la madre di Élise - Irina Belenkaia, principale sospettata del rapimento, durante il quale il marito francese Jean Michel André è stato malmenato - non ha chiesto alcuna assistenza all'ambasciata russa a Parigi. Fino a ieri le ricerche si erano concentrate sulla Svizzera. In particolare l'aeroporto di Ginevra Cointrin è stato posto sotto stretta sorveglianza: la città lemanica era infatti ritenuta una destinazione plausibile per i rapitori della bimba, la cui custodia è al centro di una contesa tra il padre e la madre. L'ipotesi più probabile era quella che si rifaceva alla testimonianza di una cittadina elvetica che afferma di aver visto venerdì la bambina accompagnata da una donna sul treno Montpellier (F)-Ginevra. Élise è stata strappata con la forza al padre venerdì ad Arles, nel sud della Francia. Una specie di commando di tre persone - due uomini e una donna - hanno portato via la piccola e colpito violentemente l'uomo al volto. Nella donna, che indossava una parrucca, il padre di Élise ha riconosciuto la madre russa della bimba. I due sono separati dal 2007, in istanza di divorzio, e si contendono la piccola. Il padre ha ottenuto la custodia della bimba in Francia, mentre la giustizia russa ha dato r
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

