
Fasci di luce dagli elicotteri per illuminare a giorno le case popolari, più di 1'000 poliziotti, fra i quali le teste di cuoio del Raid, a presidiare il territorio. È con questo imponente dispositivo di sicurezza - destinato a ripetersi nei prossimi giorni - che la cittadina di Villiers-le-Bel - banlieue nord di Parigi, 27.000 abitanti, 14,7% di disoccupazione - ha ritrovato la scorsa notte la calma dopo due notti di violenze urbane, seguite alla morte dei due ragazzi, domenica scorsa, che si erano scontrati con la loro moto con un'auto della polizia. Nicolas Sarkozy è tornato dalla Cina e si è fatto subito sentire. Il presidente francese ha preso in mano, in prima persona, il problema: non vuole che la violenza si estenda alle altre banlieues, come successe nell'autunno 2005, e non vuole che duri come allora tre settimane. Intanto fermezza. Sarkozy è andato a far visita ai poliziotti feriti in due notti di rivolta nella banlieue nord di Parigi - colpiti da proiettili - ed ha scandito: "quelli che hanno preso la responsabilità di sparare sui funzionari si ritroveranno di fronte alla corte d'assise per tentato omicidio". Un annuncio che ha fatto scattare subito la risposta dei socialisti: "Sarkozy invade ancora una volta il campo del potere giudiziario - ha detto il responsabile giustizia André Vallini - perché spetta alla giustizia dire se i fatti contestati sono di competenza della corte d'assise o no". ATS
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