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Francia: attacco militari, si scava su passato Hamou
Redazione
9 anni fa

All'indomani dell'attacco contro un gruppo di militari dell'operazione Sentinelle a Levallois-Perret, alle porte di Parigi, l'antiterrorismo continua a lavorare per mettere insieme le informazioni necessarie a ricostruire un puzzle. L'autore del gesto, Hamou Bénlatreche, resta ricoverato in un ospedale di Lille, rimasto gravemente ferito dopo aver ricevuto 5 pallottole in uno scontro a fuoco con le forze dell'ordine al termine di un inseguimento su un'autostrada nel nord della Francia. Il direttore dell'Ufficio centrale della lotta contro il crimine organizzato, Frédéric Doidy, ha dichiarato che gli agenti hanno aperto il fuoco perché il sospetto ha fatto un gesto come "per recuperare quella che si poteva pensare essere un'arma". Al momento ancora non è stato possibile interrogarlo a causa delle gravi condizioni di salute. Secondo le prime informazioni raccolte dagli inquirenti, il sospetto è di nazionalità algerina, ha 36 anni e risiede regolarmente in Francia. Bénlatreche è conosciuto dalle forze dell'ordine per piccoli reati, ma non è schedato S, sigla riservata ai sospetti radicalizzati. "I primi elementi mettono in evidenza un profilo piuttosto solitario" hanno fatto sapere fonti vicine all'inchiesta, sottolineando che "la scelta dell'obiettivo, la manifesta premeditazione e la fuga" hanno convinto gli inquirenti ad affidare le indagini all'antiterrorismo. Un insospettabile per i vicini e conoscenti, che non aveva mai dato segni di radicalizzazione. "È un ragazzo a posto, sempre gentile" ha affermato ai microfoni di Bfmtv lo zio di Hamou, dicendosi scioccato da quanto accaduto. L'uomo ha spiegato che il nipote aveva lavorato come autista per Uber e come trasportatore. In merito a una possibile radicalizzazione, lo zio ha dichiarato che l'autore dell'attacco "era praticante come tutti". Intanto, in Francia si riapre il dibattito sulla reale efficacia dell'operazione Sentinelle, il dispositivo attivato dopo gli attentati del 2015 che prevede circa 10'000 soldati su tutto il territorio francese, insieme alle misure di sicurezza previste dalla nuova riforma sull'antiterrorismo. Quello di Levallois-Perret è stato il sesto attacco portato ai danni di una pattuglia negli ultimi due anni: l'ennesimo episodio di violenza, a riprova del fatto che i soldati sono ormai diventati il principali obiettivo da colpire.

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