
Botta e risposta in Francia tra opposizione e governo sulla situazione dei conti pubblici. I deputati della commissione Finanze dell'Ump, il partito di centrodestra all'opposizione dell'ex presidente Nicolas Sarkozy, guidati dal capogruppo Gilles Carrez, hanno lanciato oggi un inquietante allarme sul deficit di Parigi, che secondo i loro calcoli, rischia di aumentare di 20 miliardi di euro in più rispetto a quanto già previsto nella finanziaria 2013, superando gli 80 miliardi di euro. Ma il governo non ci sta: "Sono bugie", replica Pierre Moscovici, il ministro francese dell'Economia, tra i fedelissimi del presidente Francois Hollande. In particolare, secondo i deputati dell'Ump, "a causa" della crisi e della politica del governo socialista, le "entrate fiscali dovrebbero essere inferiori di 15 miliardi rispetto alle previsioni e le spese dovrebbero aumentare di 5 miliardi". Il tutto porterebbe il deficit dello Stato dagli attuali 68 miliardi agli 80 miliardi. In questo contesto, Parigi si troverebbe con un deficit superiore al 4% del Pil, e non al 3,7% come promesso alla Commissione europea. "Il nostro Paese è drogato dalla spesa", avverte Gilles Carrez, aggiungendo: "Visto il rischio che i nostri conti pubblici vadano alla deriva, non agire è irresponsabile". Mentre il premier, Jean-Marc Ayrault, si vuole rassicurante, confermando che la spesa dello Stato diminuirà di 1,5 miliardi di euro nel 2014. "Per la prima volta" dal 1958, le spese dello Stato "diminuiranno. Saranno in calo di 1,5 miliardi di euro", ha affermato oggi il braccio destro di Hollande. La riduzione delle spese statali della Francia verrà suddivisa in un taglio di 750 milioni in dotazioni alle collettività territoriali e in una diminuzione di 750 milioni per i ministeri e le agenzie dello Stato, hanno precisato fonti vicine al dossier. Tra i ministeri, alcuni vedranno diminuire il loro bilancio, mentre altri lo vedranno aumentare. Più in particolare sull'allarme lanciato dal centrodestra, il ministro dell'Economia, Pierre Moscovici, lo respinge seccamente al mittente: "Le spese dello Stato erano sotto controllo nel 2012 e lo saranno nel 2013", assicura il titolare di Bercy, affermando che quelle dell'Ump sono solo "bugie". ATS
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