
È di nuovo allarme influenza aviaria in Francia: il virus si sta rapidamente diffondendo e ha costretto il ministero dell'Agricoltura francese a prendere drastici provvedimenti. Anche se il virus non è pericoloso per l'uomo il suo propagarsi è un duro colpo per gli allevatori, in particolare per il sud-ovest del Paese già colpito dall'influenza aviaria lo scorso anno con perdite stimate intorno ai 500 milioni di euro. A maggior ragione perché il mese di dicembre è quello più importante per la vendita di 'foie gras' e di volatili. Dopo aver scoperto "diversi focolai di influenza altamente patogena H5N8 in allevamenti del sud-ovest, nella fauna selvaggia nel Pas-de-Calais e in Alta Savoia", il ministero oggi ha trasformato il grado di pericolo da "moderato" a "elevato". Una scelta obbligata "dall'evoluzione rapida della situazione sanitaria in Francia e diversi paesi d'Europa e dalla dinamica della propagazione del virus". Una situazione quindi in pericolosa evoluzione che era stata già riscontrata il 17 novembre sorso quando il rischio era passato da "trascurabile" a "moderato". A Marck, nel dipartimento del Pas-de-Calais, al Nord del paese, il ceppo era stato rilevato tra 20 anatre selvatiche utilizzate dai cacciatori per richiamare la selvaggina, poi abbattute a scopo precauzionale. Pochi giorni dopo il virus ha colpito un allevamento di anatre destinate al consumo nel comune di Almayrac, a Sud. In pochi giorni 7000 anatre sono state soppresse e 4500 sono morte a causa del virus. In totale sono sette gli allevamenti dove è stato riscontrato il virus che viene trasmesso soprattutto nelle zone umide, dove si fermano gli uccelli migratori. Questa situazione già delicata ha costretto il ministero qualche giorno fa a ufficializzare che la Francia non avrebbe ricevuto, come sperato, lo statuto di immunità all'influenza aviaria indispensabile per esportare volatili e foie gras fuori dall'Europa. Oggi è stato diramato un comunicato con le misure di sicurezza e protezione da seguire sull'intero territorio nazionale tra le quali l'obbligo di confinamento e di installazione di reti per impedire il contatto con uccelli selvatici per gli allevamenti commerciali (salvo deroghe) e per gli allevamenti da cortile (senza deroghe), il divieto di riunire volatili vivi in zone pubbliche specialmente nei mercati e di lancio di selvaggina per la caccia. Gli allevatori dovranno adottare rigide misure di sicurezza sanitarie.
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