
È l'India - i suoi soldati, i suoi vertici - l'ospite d'onore di un 14 luglio dai risvolti inediti, con il presidente Nicolas Sarkozy onnipresente anche se ha infranto la tradizione del discorso-intervista in diretta. Sfilata coloratissima e hollywoodiana, Garden Party ristretto ma non troppo, abbracci con l'India. Che non tutti hanno gradito. Quasi sempre al fianco di Sarkozy, una Carla particolarmente luminosa - in bianco al defilé sugli Champs-Elysées, in nero-bianco al party nei giardini dell'Eliseo - che ha spiegato così il suo stato di grazia: "la felicità è una cosa che rasserena". Si è poi rallegrata per le rose del suo giardino, per l'attività della sua fondazione benefica e per la generosità dei soldati francesi "al servizio della pace". Poco prima, i Campi Elisi erano stati discesi per la prima volta da 400 coloratissimi militari indiani, fra i quali il glorioso e antico reggimento di fanteria Maratha, creato nel 1768 e dislocato in Europa durante la seconda guerra mondiale. Sul palco autorità, al centro il primo ministro indiano Manmohan Singh che prima del Garden Party ha avuto un incontro a quattr'occhi con Sarkozy: "la Francia ama l'India" è stato il primo commento del presidente francese, sullo sfondo di una stretta cooperazione nel nucleare civile e nell'ardente speranza di vendere a New Delhi gli aerei Rafale. Tutto bene sul versante militare francese, dopo le polemiche dell'anno scorso per i tagli al settore. Stavolta Sarkozy si è fatto intervistare dalla tv France 2 - che manda in onda le dichiarazioni in serata - per precisare che la crisi economica e finanziaria non inciderà sulla Difesa: "non si può limare sulla sicurezza della Francia" è stata la frase-chiave. Anche se, in prospettiva, il paese ha bisogno di "un esercito moderno, meno numeroso, più competente, con una tecnologia di punta". Mentre Parigi veniva sorvolata dai consueti supersonici, sugli Champs-Elysées volavano gli elicotteri da guerra, con sottofondo wagneriano ("Le Valchirie") in stile "Apocalypse Now". Incantati i 90.000 assiepati dietro le transenne e tutti i Vip in tribuna autorità, compresi il primo ministro cambogiano Hun Sen e il presidente tedesco Horst Köhler, invitato personalmente da Sarkozy. In quest'ultimo caso si è trattato della prima volta di un capo di stato di Berlino alle celebrazioni del 14 luglio. Il Garden Party, ufficialmente, aveva "tagliato" gli invitati causa crisi, passando da 7'000 a 5'000. L'impressione non era così netta, il grande parco dell'Eliseo brulicava di persone e, come tradizione, fiumi di champagne hanno innaffiato le specialità gastronomiche regionali offerte. Meno Vip del solito, molti - stavolta - i rappresentanti delle associazioni di handicappati, con posti in prima fila e accesso agevolato ovunque. Richiestissimi i soldati indiani dei vari reparti - tutti in uniformi pittoresche - per la foto di rito col cellulare. ATS
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