
La Francia non vuole essere "il gendarme" dell'Africa, che deve invece "appropriarsi della propria sicurezza", coordinandosi contro l'insieme delle minacce, a partire dal terrorismo islamico e dal virus dell'Ebola: questo il messaggio lanciato dal ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, intervistato dall'ANSA e cinque grandi media internazionali a margine del primo Forum per la pace e la sicurezza di Dakar, un appuntamento voluto dai presidenti di Senegal e Francia, Macky Sall e François Hollande. "L'imperativo è la diffusione di una cultura della sicurezza in Africa. Ma non ci vogliamo sostituire all'Unione africana, né alle istituzioni statali", ha puntualizzato Le Drian nella seconda giornata di lavori all'Hotel King Fahd di Dakar, a cui hanno partecipato circa 300 persone. "Serviva un luogo per discutere liberamente sull'insieme delle questioni di sicurezza in Africa, con autorità politiche, esperti, società civile, Ong: senza sicurezza non c'è sviluppo". La minaccia posta dai gruppi armati jihadisti nel Sahel e dalla setta islamica nigeriana Boko Haram sono stati al centro dei lavori, insieme alla problematica degli shebab in Somalia. Per Le Drian, davanti a una minaccia terroristica senza confini, serve che i Paesi africani rispondano sulla stessa scala, agendo uniti e di concerto. Un'impostazione già parzialmente messa in campo con il cosiddetto "G5 per il Sahel", il gruppo composto da Mauritania, Burkina Faso, Mali, Ciad e Niger, che tenta di dare una risposta coordinata ai fondamentalisti islamici armati. Quanto a Boko Haram, Parigi chiede "un comitato militare di collegamento tra la Nigeria la cui integrità è fortemente minacciata, e i Paesi vicini, Camerun, Niger e Ciad". In Francia, alcune voci, tuonano contro una "certa assenza" dell'Ue e chiedono che le spese militari delle missioni francesi vengano escluse dai vincoli sul deficit al 3%. "È sicuro che con le nostre operazioni in Mali e in Centrafrica abbiamo contribuito alla sicurezza dell'intera Europa. Che questo fosse riconosciuto dagli europei sarebbe una buona cosa", ha commentato Le Drian, secondo cui l'Ue si muove comunque "nella giusta direzione". Organizzato in sessioni plenarie e seminari tematici, il Forum di Dakar è stata anche l'occasione di fare il punto su altri temi fondamentali, come la sicurezza marittima, i traffici d'armi e di droga, la crisi legata al virus dell'Ebola. L'ambizione è diventare un appuntamento annuale sul modello delle conferenze sulla sicurezza di Monaco in Europa, Manama in Medio Oriente, Halifax in Canada o quella dello Shangri-La a Singapore.
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