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Estero
Fondi Mobutu: TPF decreta sblocco 7,7 milioni di franchi
Redazione
17 anni fa

I circa 7,7 milioni di franchi appartenenti al clan Mobutu vanno sbloccati. È quanto stabilisce in una sentenza pubblicata oggi il Tribunale penale federale (TPF), che ha deciso di non dare seguito a un ricorso inoltrato dal professore di diritto basilese Mark Pieth. Il denaro depositato su conti svizzeri dall'ex dittatore dello Zaire Mobutu Sese Seko e dal suo entourage furono congelati per la prima volta nel 1997. Dopo che una richiesta di assistenza giudiziaria da parte della Repubblica democratica del Congo (RDC, ex Zaire) venne respinta, il Consiglio federale prolungò a più riprese il blocco di tali fondi. In questo modo il governo volle dare la possibilità all'avvocato della RDC di compiere i passi necessari per far sequestrare il denaro. Lo scorso gennaio il legale depositò presso il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) una denuncia penale per conto di Kinshasa contro i membri dell'ex regime Mobutu, accusati di partecipazione a un'organizzazione criminale. Tuttavia in aprile il MPC ha deciso di non dare seguito alla denuncia ritenendo che eventuali atti di riciclaggio commessi in Svizzera siano prescritti, in quanto il regime Mobutu fu rovesciato nel maggio 1997. I circa 7,7 milioni di franchi bloccati nelle banche elvetiche dovrebbero, in linea di principio, venir restituiti agli eredi. Mark Pieth, professore di diritto penale presso l'Università di Basilea, ha inoltrato quindi una denuncia all'autorità di vigilanza. "Si tratta di una sorta di appello di un cittadino", aveva affermato, precisando che il sospetto di un comportamento delittuoso del clan Mobutu deriva da fatti pubblicamente noti. A suo avviso vi sono inoltre chiari indizi che l'organizzazione criminale fondata dall'entourage dell'ex dittatore abbia proseguito l'attività anche dopo la morte di quest'ultimo. In aggiunta, il problema della prescrizione non si pone, secondo Pieth. Tuttavia ora il professore viene sconfessato dal TPF. I giudici di Bellinzona ritengono che la denuncia penale depositata dall'avvocato della RDC sia stata esaminata in maniera dettagliata e approfondita dalla procura federale. Le motivazioni avanzate da quest'ultima per giustificare l'abbandono del caso sono comprensibili e convincenti. Una violazione di norme chiare o di disposizioni essenziali del procedimento è fuori questione, afferma il TPF. La sentenza dei giudici di Bellinzona è definitiva e non può essere portata davanti al Tribunale federale. L'ultimo prolungamento del blocco dei fondi da parte del Consiglio federale dovrebbe quindi essere revocato, e il denaro essere restituito alla famiglia di Mobutu. Pieth si dice dispiaciuto della decisione del TPF. Si tratta di un giorno nero per la RDC, la piazza finanziaria svizzera e per tutti coloro che si battono per la restituzione dei soldi dei dittatori ai legittimi proprietari, ha dichiarato all'ATS. La sentenza è particolarmente problematica per le popolazioni colpite dalla guerra civile nell'est della RDC. Il professore afferma di non comprendere le motivazione del MPC e di non poter giudicare se quest'ultimo abbia preso la sua decisione in maniera seria. ATS

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