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Estero
Fondi Mobutu: RDC non ricorrerà contro decisione MPC
Redazione
17 anni fa

La Repubblica democratica del Congo (RDC) ha deciso che non ricorrerà contro il recente rifiuto del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) di restituire allo Stato africano i fondi Mobutu bloccati in Svizzera. Il provvedimento di congelamento degli averi scade giovedì. A meno di sorprese dell'ultima ora, i 7,7 milioni di franchi saranno accessibili agli eredi dell'ex dittatore. La RDC "ha preso atto" della decisione della scorsa settimana dell'MPC e "ha deciso di non ricorrere" al Tribunale penale federale (TPF), ha affermato oggi Enrico Monfrini, l'avvocato svizzero che difende gli interessi del Paese africano, interrogato dall'ATS. Lo stesso Monfrini il 23 gennaio aveva depositato una denuncia penale all'MPC per impedire che i fondi bloccati tornassero agli eredi di Mobutu Sese Seko. Per la Dichiarazione di Berna, l'organizzazione non governativa (ong) terzomondista svizzera che si è occupata del dossier, "la frittata sembra fatta". Il segretario Olivier Longchamp denuncia una "situazione spiacevole", aggiungendo però che ong congolesi hanno lanciato una campagna stampa fino al 30 aprile con un appello all'onestà alla famiglia Mobutu affinché restituisca i soldi alla popolazione. I circa 7,7 milioni franchi sono bloccati su conti svizzeri dal 1997. Dopo averlo prolungato più volte, il congelamento scade il 30 aprile. Martedì scorso, l'MPC ha rinunciato a dare seguito alla denuncia dell'RDC. La procura federale "considera che gli atti di riciclaggio di denaro eventualmente commessi in Svizzera sono prescritti, dato che il regime Mobutu è stato rovesciato nel maggio 1997". ATS

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