
Il grande fisico e scienziato russo Vitali Ginzburg - Premio Nobel nel 2003 e noto per aver lavorato al progetto di bomba atomica sovietica insieme con Andrei Sakharov - è morto a Mosca all'età di 93 anni. Il decesso è avvenuto ieri sera per una crisi cardiaca al termine di una lunga malattia. Ginzburg, che era ebreo e componente dell'Accademia delle Scienze russa, aveva lavorato dal 1940 all'Istituto di ricerche fisiche Lebedev di Mosca. Pur non riuscendo a concludere la scuola dell'obbligo, si iscrisse comunque alla Facoltà di Fisica dell'Università Lomonosov della capitale, e in soli tre mesi riuscì a portare a termine gli studi da privatista. Fu autore di oltre 400 saggi scientifici e 12 libri sui problemi della fisica teorica. Dal 1950 al 1951 lavorò con Andrei Sakaharov - divenuto poi un noto dissidente - al progetto per creare un'arma termonucleare elaborando la composizione di una sostanza da usare per far esplodere tale ordigno. La politica antisemita di Stalin tuttavia lo obbligò ad abbandonare tale attività di ricerca. Nel 2003 ottenne il Premio Nobel per la fisica grazie ai suoi studi sui superconduttori. Accanto alla sua attività scientifica, Ginzburg si occupava anche di politica e attività sociale, criticando costantemente lo stato per l'insufficiente sostegno alla scienza. Ateo dichiarato, era contrario alle ipotesi di introdurre l'ora di religione nelle scuole. La morte di Vitali Ginzburg ha suscitato grande emozione nel mondo scientifico russo e non solo. Per Zhores Alferov, anch'egli Premio Nobel per la fisica, la sua morte costituisce una "enorme perdita". Il vicepresidente dell'Accademia delle scienze russa Ghenadi Mesiats ha detto che se non avesse ricevuto il Premio Nobel per i superconduttori, avrebbe potuto ricevere tale riconoscimento per una qualsiasi delle sue numerose scoperte scientifiche. Vitali Ginzburg sarà sepolto al cimitero monumentale di Novodievici a Mosca, dove riposano personalità celebri della politica, della scienza e della cultura, come Nikita Khrusciov, Boris Ieltsin, Raisa Gorbaciova, Vladimir Maiakovski, Mstislav Rostropovic. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

