
Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle è tornato oggi a difendere un "secondo tentativo" di accordo con la Svizzera in materia fiscale. La Germania ha soprattutto interesse a regolare il passato in materia di evasione fiscale, ha spiegato Westerwelle in un'intervista pubblicata dalla "Neue Zürcher Zeitung" (NZZ). Mercoledì scorso lo stesso Westerwelle, in visita di lavoro a Berna, e il suo omologo elvetico Didier Burkhalter, avevano indicato la comune disponibilità a rilanciare negoziati. I due ministri degli esteri non avevano voluto esprimersi sul contenuto di eventuali nuove trattative. Burkhalter aveva però sostenuto che non si tratterebbe di una rinegoziazione dell'accordo respinto dal parlamento tedesco. Berna comunque punta ancora su un accordo del tipo Rubik, basato sul modello dell'imposta liberatoria alla fonte. "Dobbiamo procedere a un secondo tentativo per verificare quali siano i rispettivi margini di manovra", ha detto Westerwelle alla NZZ. Le nuove discussioni dovranno tener conto dei recenti sviluppi in materia fiscale nel mondo e nell'Unione europea (Ue), ha aggiunto. Secondo Westerwelle, dopo le elezioni in Germania del prossimo autunno i socialdemocratici (SPD), i Verdi e l'estrema sinistra (Die Linke) - che detengono la maggioranza alla Camera dei Länder (Bundesrat) e sono responsabili dell'affossamento del primo accordo tra Berna e Berlino - non costituiranno più un ostacolo in vista di nuovi negoziati. Per il ministro degli esteri tedesco, la loro opposizione era da intendere semplicemente come una "manovra di campagna elettorale". Il suo collega di governo e ministro delle finanze Wolfgang Schäuble non crede che vi sia alcuna possibilità di negoziare un nuovo accordo con Berna. "Quale Stato di diritto la Svizzera non può modificare retroattivamente le leggi o abolire il segreto bancario", ha detto al "Bild am Sonntag", in edicola domani. A suo avviso, eventuali intese bilaterali che prevedono lo scambio automatico di informazioni potranno riguardare solo il futuro. "Per il passato l'unica via praticabile sarebbe stata l'accordo" affossato dal Bundesrat. ATS
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