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Fisco: Svizzera e Austria hanno firmato accordo
Redazione
14 anni fa

La Svizzera ha raggiunto oggi con l'Austria un accordo fiscale analogo a quello con Germania e Gran Bretagna. Il testo è stato firmato a Berna dalle ministre delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf e Maria Fekter. Prevede l'introduzione di un'imposta liberatoria (tra il 15 e il 38%) per regolarizzare i fondi austriaci depositati in Svizzera e non dichiarati, senza pagamenti anticipati da parte delle banche, come pure un prelievo alla fonte sui futuri redditi dei capitali (25%). Il contribuente austriaco potrà dichiarare i suoi averi al fisco austriaco o optare per un'imposizione anonima. Quest'ultima sarà prelevata dalle banche elvetiche per essere riversata in Austria. Chi si rifiuta di regolarizzare i propri conti e depositi dovrà chiuderli. Berna ha già concluso trattati analoghi con la Germania e il Regno Unito e vorrebbe fare lo stesso con la Grecia. Le intese firmate finora dovrebbero entrare in vigore all'inizio del 2013. Devono ricevere l'avallo dei parlamenti, tappa che si preannuncia difficile soprattutto con la Germania. Con queste soluzioni, la Svizzera vuole dar prova di buona volontà senza intaccare il segreto bancario e evitando scambi automatici d'informazioni. La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha voluto così sottolineare la serietà della strategia dei soldi puliti. In futuro la Svizzera non vuole più fondi non dichiarati, si legge in una nota. La prima tappa dell'accordo con Vienna prevede la regolarizzazione dei conti. Per chiudere con il passato è prevista una tassa forfettaria sotto forma di pagamento unico. Il tasso applicato (tra 15 e 38%) dipenderà dalla durata della relazione bancaria e dagli importi, iniziale e finale, depositati in Svizzera. Questa forchetta è inferiore a quella convenuta con la Germania (da 21 a 41%). Per quanto riguarda la Gran Bretagna varia tra il 19 e il 34%, ma potrebbe essere portata al livello tedesco. Non è stato convenuto nessun pagamento anticipato da parte delle banche svizzere. Nell'accordo con la Germania è previsto invece un importo di due miliardi di franchi e con la Gran Bretagna di 500 milioni. Per l'imposizione dei futuri redditi da capitale è stata fissata un'aliquota unica del 25%, corrispondente all'aliquota austriaca sul reddito di capitali mobili. L'Austria stima che sui conti bancari elvetici si trovino tra 12 e 20 miliardi di euro non dichiarati al fisco da suoi cittadini. Il governo di Vienna ha già iscritto nei preventivi del 2013 introiti di un miliardo di euro come conseguenza dell'accordo. ATS

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