
Svizzera e Unione europea rimangono per ora sulle proprie posizioni nel delicato dossier della fiscalità del risparmio: ricevendo oggi a Berna il commissario europeo competente Algirdas Semeta, la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf si è limitata a dichiarare che la Svizzera è "aperta alle discusioni" e che proporrà al Consiglio federale un mandato negoziale. "Progressi sostanziali" sono stati per contro fatti nel dialogo sulla fiscalità delle imprese. La questione dello scambio automatico delle informazioni è certo stata affrontata, ma nessuna concessione è stata annunciata dalla consigliera federale. "Il mio dipartimento - ha dichiarato alla stampa - analizzerà il mandato negoziale proposto dal signor Semeta e in seguito informerò i colleghi di governo affinché possano darmi un mandato ufficiale di negoziati con l'UE sulla fiscalità del risparmio". Nessun calendario è stato per il momento avanzato. La posizione della Svizzera non è cambiata. Eveline Widmer-Schlumpf ha ribadito che l'UE non è, per negoziati di tale portata, il partner appropriato per la Svizzera. Berna propone di discutere lo scambio di dati fiscali in seno all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), puntando su standard internazionali piuttosto che sull'ambito bilaterale con Bruxelles. Il commissario europeo per la fiscalità, già ministro lituano delle finanze, aveva dichiarato venerdì scorso a Bruxelles di auspicare la fissazione di un calendario per l'avvio di trattative rapide. A Berna è arrivato con un mandato negoziale approvato il 14 maggio scorso dai ministri europei delle finanze, che prevede l'apertura di trattative con Svizzera, San Marino, Andorra, Monaco e Liechtenstein. Dopo l'incontro si è tuttavia detto d'accordo di "attendere il mandato ufficiale del governo svizzero al fine di cominciare i negoziati formali". Semeta ha assicurato di voler "rispettare il processo politico svizzero". Per lui è tuttavia chiaro che lo scambio automatico delle informazione deve essere posto sul tavolo dei negoziati. A questo proposito si è detto soddisfatto che le discussioni siano "ufficialmente aperte" e convinto che il dossier fiscale sia ormai un'"alta priorità politica" per il Consiglio federale. Semeta ha aggiunto di voler "concludere rapidamente" queste trattative e ha sottolineato di essere venuto a Berna senza controproposte o "piano B" per addolcire la richiesta di scambio automatico. Nessuna concessione neppure riguardo alla proposta elvetica di legare questo scambio al libero accesso al mercato europeo per i prestatori elvetici di servizi finanziari. ATS
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