
Stragi reali e mondo virtuale sono due realtà che sembrano incrociarsi sempre più spesso nella cronaca delle stragi scolastiche. Il ragazzo autore della strage di oggi nella scuola finlandese aveva messo su Youtube le sue immagini mentre sparava con una pistola. In una delle riprese si avvicina alla telecamera e grida: "Il prossimo a morire sarai tu". L'autore della strage del liceo di Tuusula, sempre in Finlandia, nel novembre 2007, aveva messo su Youtube un video in cui si vede la scuola e una persona in posa davanti alla telecamera con un'arma da fuoco. Il ragazzo di origine coreana autore della strage alla Virginia Tech, nell'aprile 2007, aveva spedito alla Nbc il proprio testamento preparato con computer e telecamera. Un file conteneva le sue foto, con t-shirt nera, giubbotto kaki militare, fondine per pistole e coltelli, cappellino nero con la visiera rivolta all'indietro, guanti neri senza dita, le armi in mano. Il ragazzo di 16 anni di origine Chippewa autore della strage al liceo di Red Lake (Minnesota), nel marzo 2005, aveva fatto e messo in rete un brevissimo cartone animato nel quale un personaggio armato di mitra si aggira per le strade di una città ammazzando gente e lanciando bombe, prima di spararsi in bocca. Il ragazzo tedesco autore della strage di Erfurt, nell'aprile 2002, aveva sul disco rigido del suo computer una abbondante documentazione sul massacro alla Columbine highschool di Littleton (Usa) e avrebbe annunciato la strage in una chat poche ore prima della carneficina. Uno dei killer di Columbine, dell'aprile 1999, passava molte ore al computer praticando le sparatorie virtuali di "Doom", un videogioco in cui si avanza di livello sparando senza posa e aveva un sito internet in cui inneggiava alla "mafia dell'impermeabile" che "tiene tutti in pugno e governa il mondo". Anche in Svizzera, nell'aprile scorso, si è sfiorata una tragedia simile a quelle appena descritte. Uno studente ventenne fu infatti disarmato in extremis dalla polizia all'interno del liceo di Beaulieu a Losanna. Aveva con sé una pistola carica e due caricatori pieni. Gli agenti della polizia vodese, avvisati dal preside del liceo, avevano poi trovato in un'aula un sacco da montagna contenente munizioni. Lo studente aveva dichiarato che voleva suicidarsi a causa di un dispiacere amoroso. Fu incolpato per aver esposto a pericolo la vita altrui. ATS
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