
Il presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà Gianfranco Fini ha chiesto ieri le dimissioni del premier Silvio Berlusconi per il bene dell'Italia e l'avvio di negoziati per formare un nuovo governo di centrodestra. Fini, che è stato cofondatore con Berlusconi del Partito della Libertà dal quale è stato espulso lo scorso luglio, ha detto che membri del suo Futuro e Libertà sosterranno un nuovo governo guidato da Berlusconi solo se il primo ministro accetterà alcune condizioni. Parlando la raduno della sua nuova formazione in Umbria, Fini ha detto che le nuove condizioni comprenderanno un nuovo programma per aiutare il Meridione del Paese e rilanciare l'occupazione, e una riforma della legge elettorale. "Abbiamo bisogno di una nuova agenda, un nuovo programma; il centrodestra che esisteva quando il Partito della Libertà è stato fondato non esiste più", ha affermato. Se Berlusconi non accetterà alcune condizioni, i membri del partito di Fini si dimetteranno dall'attuale governo, ha aggiunto. Un ministro, un viceministro e due sottosegretari fanno parte del partito di Fini. "Se Berlusconi vuol mostrare il suo amore per il Paese ... la cosa giusta da fare per lui è dimettersi, innescare una crisi e avviare una nuova fase in cui il programma del centrodestra e l'agenda siano rapidamente ridiscussi e prendiamo atto dell'intera situazione", ha detto. Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha detto che Berlusconi non ha intenzione di dimettersi perchè una crisi di governo sarebbe un "salto nel buio" e avrebbe "effetti drammatici sul Paese". Fini ha esortato Berlusconi a "non ascoltare i cattivi consigli che ha ricevuto in quantità negli ultimi tempi" e ad avviare negoziati per un nuovo governo di centrodestra che punti a durare sino alla fine dell'attuale legislatura nel 2013.
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