
Piogge torrenziali e potenti raffiche, per di più a buio già inoltrato: il passaggio della tempesta Washi ha causato una strage nel sud delle Filippine, provocando oltre 400 morti e migliaia di sfollati da ieri sera, quando ha sorpreso gli abitanti con la sua violenza. Con circa 400 persone tuttora considerate disperse nella sola città di Iligan, mentre proseguono gli sforzi dei soccorritori, il bilancio delle vittime sembra destinato ad aumentare. La tempesta (chiamata Sendong nell'arcipelago) ha colpito l'isola di Mindanao con venti fino a 90 chilometri all'ora. Ma è soprattutto la quantità d'acqua caduta ad aver causato il disastro, con smottamenti e fiumi gonfiatisi all'improvviso, travolgendo i centri abitati in particolare nelle aree meno elevate. "Interi villaggi sono stati spazzati verso il mare, non ho mai visto niente del genere", ha detto un portavoce dell'esercito, Leopoldo Galon. Le immagini diffuse dalle tv mostrano corpi nel fango, case distrutte e cumuli di automobili in particolare in alcune cittadine sulla costa settentrionale dell'isola; i trasporti e le comunicazioni sono paralizzati, così come mancano la luce elettrica e l'acqua potabile. Il ministero del Welfare stima in almeno 100mila i senzatetto. Secondo il sindaco di Iligan City, Lawrence Cruz, l'acqua è salita di un metro in meno di un'ora, costringendo molte persone a cercare rifugio sul tetto. Molti però dormivano, e non sono riusciti a salvarsi in tempo: nella città almeno 75 persone sono morte annegate. A Cayagan de Oro City, che conta mezzo milione di abitanti, il bilancio ufficiale parla finora di 86 corpi recuperati, tra cui molti bambini; secondo il sito di informazione filippino Interaksyon, però, gli obitori della città sono sopraffatti dal numero delle vittime, probabilmente superiori a 300. Oltre 20 mila soldati sono impegnati nella frenetica gestione dell'emergenza da questa mattina, evacuando migliaia di residenti e soccorrendo almeno 15 persone che erano finite in mare. ATS
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