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Estero
Filippine: rapiti; sparatoria, 5 soldati feriti
Redazione
18 anni fa

Momenti di tensione - sfociati in una sparatoria - oggi nel sud delle Filippine, dove sono tenuti in ostaggio i tre operatori del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), tra i quali lo svizzero Andreas Notter, rapiti tre settimane fa. L'esercito si è avvicinato al covo dei sequestratori, ritenuti legati al gruppo islamico Abu Sayyaf, per far sentire la propria pressione su di loro (oltre a Notter, l'italiano Eugenio Vagni, e la filippina Jean-Mary Lacaba). L'obiettivo dei militari era di non usare la forza, ha riferito un portavoce dell'esercito, quanto semmai di impedire il trasferimento dei prigionieri in un altro posto; tuttavia i sequestratori hanno perso la calma ed hanno aperto il fuoco, ferendo cinque soldati. Dei rapiti, in ogni caso, ha riferito il portavoce delle truppe governative, non c'era traccia. Il governo filippino, a questo punto, sembra orientato a non avviare nuove operazioni sul campo per evitare ulteriori rischi per gli ostaggi. L'orientamento del ministero degli Interni di Manila è la "ripresa dell'opzione negoziale"; esigenza condivisa dall'Italia e dalla Svizzera, che "vogliono evitare in tutti i modi di mettere in situazione di pericolo gli ostaggi", hanno fatto sapere fonti diplomatiche italiane, secondo cui "la situazione è complicata e ci si muove sul filo del rasoio". I sequestratori, in effetti, sarebbero disposti a trattare ed avrebbero chiesto di parlare con le più alte cariche politiche delle Filippine e con gli ambasciatori di Italia, Svizzera e Qatar. Una richiesta che il governo di Manila, al momento, avrebbe bollato come "ridicola", sottolineando i rischi di una tale opzione. Da parte sua, invece, la Croce Rossa filippina ha ricordato che la sua politica è di non trattare e non pagare riscatti. I negoziati, comunque, sarebbero già cominciati: fonti del governo filippino hanno detto che ieri due religiosi musulmani sono entrati nel campo dei sequestratori con 24 ore di tempo per cercare di risolvere lo stallo. Nei giorni scorsi Eugenio Vagni - 62 anni, tecnico logistico originario di Montevarchi, in Toscana - ha lanciato un appello dalla sua prigionia chiedendo di "trovare un modo" per permettere la loro liberazione. L'operatore della Croce Rossa ha rassicurato che lui ed i suoi colleghi "stanno bene" e che "vengono trattati come ospiti". ATS

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