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Estero
Filippine: rapiti; esercito vicino a covo, ma non userà forza
Redazione
18 anni fa

I militari filippini sono molto vicini - ma non useranno la forza - ai sequestratori dei tre operatori della Croce rossa internazionale, sull'isola di Jolo, mentre due religiosi musulmani sarebbero entrati ieri nel loro campo nel tentativo di negoziare. Il comandante militare dei Marine sull'isola, generale Juancho Sabban, ha detto che i soldati stanno facendo sentire la loro pressione sui rapitori, ritenuti legati al gruppo islamico Abu Sayyaf, per spingerli alla liberazione dei tre ostaggi, tra cui lo svizzero Andreas Notter, rapiti il 15 gennaio. "I nostri ragazzi si trovano ad un tiro di schioppo dagli uomini che tengono in ostaggio i lavoratori della Croce Rossa", ha detto Sabban alla stampa aggiungendo che i soldati non useranno la forza per liberare gli ostaggi. I militari, ha precisato, si mantengono a distanza ravvicinata per assicurarsi che i sequestrati non vengano spostati in altre zone. Fonti del governo, citate dal Philippine Daily Inquirer, hanno detto che due religiosi musulmani sono entrati ieri nel campo dei sequestratori con 24 ore di tempo per cercare di risolvere lo stallo. Il sito del giornale filippino parla anche di centinaia di civili armati che si sono uniti alla polizia e alle forze militari nella giungla. Il capo della Croce rossa internazionale delle Filippine, senatore Richard Gordon, ha espresso preoccupazione per il dispiegamento di civili che potrebbe mettere a repentaglio l'incolumità dei tre ostaggi. ATS

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