
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si dice "inquieto" dopo il sequestro avvenuto stamane nelle Filippine di tre dipendenti del Comitato internazionale della Croce rossa (CICR), fra cui un cittadino elvetico. Il DFAE è pronto a "fare tutto il possibile" per ottenerne la liberazione, ha dichiarato oggi all'ATS il portavoce Andreas Stauffer. I tre rapiti sono uno svizzero, Andreas Notter, un italiano, Eugenio Vagni, e una donna filippina, Mary-Jean Lacaba, ha confermato il CICR. I due europei lavoravano sull'isola meridionale dell'arcipelago filippino da alcuni mesi, ha precisato Perry Proellochs, rappresentante locale dell'organizzazione umanitaria. "Non si tratta di persone appena arrivate", ha aggiunto. Il DFAE si dice preoccupato in particolare dell'integrità fisica dei tre. Berna è in contatto "costante con il CICR e l'ambasciata svizzera di Manila". Il DFAE, "d'accordo con il CICR, farà tutto il possible per ottenere la loro liberazione immediata e senza condizioni", ha detto Stauffer. Il Comitato internazionale, che mantiene la sua presenza umanitaria nel Paese, non dispone attualmente di indicazioni sui responsabili del rapimento. Il CICR - precisa una nota pubblicata a Ginevra dall'organizzazione umanitaria - è in contatto con le autorità e le altre parti con l'obiettivo di risolvere la situazione il più rapidamente possibile. I tre membri del suo staff sono stati rapiti da diversi uomini armati nella città di Jolo, capoluogo della provincia di Sulu, nell'arcipelago delle isole Sulu, circa 200 km a sudovest di Zamboanga, nel sud delle Filippine. L'incidente si è verificato verso le 11.30 ora locale. Gli operatori del CICR avevano appena terminato una visita alla prigione provinciale di Sulu, per un progetto relativo agli impianti idrico ed igienici destinato a migliorare le condizioni di vita dei detenuti. Viaggiavano a bordo di un veicolo della sezione locale della Croce rossa filippina e sono stati fermati a poche centinaia di metri dalla prigione. Le ricerche si sono concentrate nell'area di Papikul, considerata la roccaforte del gruppo terroristico Abu Sayyaf, sospettato di essere il responsabile del sequestro. "Si tratta di una zona a grande maggioranza musulmana ma l'obiettivo dei rapimenti è l'estorsione", scrive l'agenzia dei missionari Misna. A Roma, il ministro italiano degli esteri Franco Frattini ha immediatamente attivato l'Unità di crisi della Farnesina, diretta da Fabrizio Romano. L'ipotesi che il gruppo di dipendenti del CICR sia stato sequestrato dal gruppo integralista "Abu Sayyaf" ha "un certo livello di attendibilità", ma al momento, non essendoci stata alcuna rivendicazione non può essere confermata, ha detto Romano. I delegati del CICR hanno rifiutato una scorta armata nonostante la presenza di insorti nella zona in cui si spostavano, ha dichiarato un portavoce delle Forze armate filippine, Estefani Cacho, citato dall'agenzia italiana Adnkronos. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

