
Undici persone sono morte e altre ventuno sono rimaste ferite in seguito all'esplosione di una bomba a bordo di un autobus nel sud delle Filippine. Lo ha reso noto un portavoce dell'esercito. Tra le vittime ci sarebbero numerosi studenti. Il veicolo stava passando davanti a una scuola nella città di Maramag, nell'isola di Mindanao. "L'esplosione è avvenuta non appena gli studenti hanno preso posto a bordo del mezzo", ha detto il portavoce della brigata di fanteria locale, Norman Tagnos. Appena il mese scorso quattro persone erano rimaste uccise in un attentato dello stesso tipo, attribuito dalle autorità agli estremisti islamici. Anche nel 2010 dieci persone erano morte in seguito a un'esplosione a bordo di un autobus. Il sud delle Filippine versa da decenni in una situazione di instabilità. Dagli anni '70 sono proliferati numerosi gruppi armati che tentano di realizzare uno Stato islamico in questa regione a maggioranza cristiana. Il più noto di questi gruppi, Abu Sayyaf, infedele ad al-Qaida, si è unito al gruppo dello Stato islamico. Abu Sayyaf è conosciuto per i suoi attentati con bombe e per il rapimento di ostaggi. Un altro gruppo drammaticamente noto a Mindanao è il Fronte islamico di liberazione Moro (Milf) che, a marzo, ha siglato un accordo di pace con il governo filippino: un tentativo di raggiungere una stabilità dopo quattro decenni di guerriglia e 120mila morti.
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