
Si chiude una settimana difficile per Fca: il titolo non risente molto delle ultime notizie sulla decisione di Sergio Marchionne di non rivelare la sua malattia, mentre l'azienda guarda al futuro per definire la squadra di manager a cui affidare la realizzazione del piano industriale presentato a Balocco.
In particolare si cerca il sostituto di Alfredo Altavilla, responsabile delle attività europee, che non ha mai nascosto le sue ambizioni di assumere le redini del gruppo e ha lasciato Fca dopo la nomina di Mike Manley. Il gruppo è rimasto senza un punto di riferimento italiano, in grado di seguire da vicino l'attuazione del piano nel Paese e di confrontarsi con i sindacati e le istituzioni, ma per ora non filtra nessun nome. Non è escluso che la scelta possa ricadere su un manager come Pietro Gorlier, torinese, responsabile del brand Magneti Marelli, indicato tra i possibili successori di Marchionne. Per ratificare le nuove nomine annunciate sabato scorso sono state convocate le assemblee delle società il 7 settembre ad Amsterdam.
A Piazza Affari il titolo Fca chiude in ribasso dello 0,28%. Debole Ferrari (-1,48%), la più colpita dopo la morte di Sergio Marchionne, cauta Exor (-0,25%), in controtendenza invece Cnh (+0,6%), che ha appena approvato un'ottima trimestrale. I titoli della galassia Agnelli avevano sofferto due giorni fa, in concomitanza con la trimestrale di Fca e con la scomparsa dell'ex amministratore delegato del Lingotto, per poi risalire ieri, grazie anche alla tregua sui dazi tra Europa e Usa, che ha favorito l'intero settore automobilistico.
L'azienda ha ammesso di non essere a conoscenza delle reali condizioni del manager, ma la vicenda è all'attenzione dell'autorità di vigilanza italiana sui mercati finanziari Consob per le consuete verifiche di routine. A oggi dai primi esami, fa trapelare la Commissione, non è emersa nessuna anomalia. Anche negli Usa - dove il titolo ha iniziato le contrattazioni senza slancio - non filtrano al momento dall'omologa Sec indicazioni su un possibile esame del caso.
Il tema della comunicazione sullo stato di salute degli amministratori delegati è di competenza dei cda e non sono sono richieste comunicazioni al riguardo. Negli ultimi anni - dopo il caso di Steve Jobs alla Apple - si è assistito a una maggiore spinta in termini di trasparenza. JpMorgan nel 2014 parlò espressamente del cancro alla gola del suo amministratore delegato, Jamie Dimon, e dei trattamenti a cui si sarebbe sottoposto. Nel 2015 Lloyd Blankfein, numero uno di Goldman Sachs, annunciò in una lettera pubblica di avere un linfoma e parlò della chemioterapia alla quale si sarebbe sottoposto nei mesi seguenti. Anche Warren Buffett parlò del suo cancro alla prostata, definendolo in un comunicato curabile.
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