
L'Fbi perquisisce gli uffici dell'avvocato personale di Donald Trump, Michael Cohen. E la rabbia del presidente americano non si fa attendere. È una ''situazione scandalosa'', un ''attacco al nostro Paese'', un ''nuovo livello di ingiustizia'' dice Trump riunito con i suoi più stretti collaboratori per parlare di Siria e di come rispondere all'attacco chimico. Trump è teso, arrabbiato e attacca a tutto campo, riservando le sole buone parole a Cohen, ''una brava persona''. Critica il ministro della Giustizia Jeff Sessions per essersi astenuto sulle indagini sul Russiagate, aprendo di fatto la strada alla nomina di Robert Mueller. Ed è proprio contro il procuratore speciale che la rabbia di Trump si scatena nella convinzione che ormai sia andato oltre. Il raid negli uffici di Cohen sarebbe stato innescato da alcune informazioni emerse nell'ambito delle indagini sul Russiagate e segnalate da Mueller alle autorità di New York. Secondo indiscrezioni riportate dal Washington Post, Cohen sarebbe indagato per frode bancaria e violazione delle norme per il finanziamento della campagna elettorale.
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