
La Commissione dell'economia e dei tributi (CET) del Consiglio nazionale, con 13 voti contro 6 e 5 astensioni, raccomanda al plenum di seguire il Consiglio degli Stati e di accettare l'accordo relativo alla legge americana detta FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) che dovrebbe impedire ai contribuenti statunitensi con conti in Svizzera di sfuggire al fisco del loro paese. In un comunicato pubblicato oggi, la CET afferma di aver accettato il progetto, "che non suscita entusiasmo", dopo aver considerato i pro e i contro. In particolare la commissione ha valutato le ripercussioni per la Svizzera di un rifiuto della legge americana. La maggioranza ha preso atto del fatto che la norma entrerà in vigore in ogni caso il primo gennaio 2014. Senza un trattato gli operatori della piazza finanziaria elvetica rischierebbero di perdere terreno sul mercato statunitense e di subire un'imposizione alla fonte del 30%. La Confederazione dovrebbe pure mettere una pietra sulle concessioni ottenute, in particolare l'esenzione per istituzioni di previdenza professionale e assicurazioni dall'essere sottoposte a FATCA. Una minoranza di destra propone di non entrare in materia, ritenendo che l'accordo leda la sovranità nazionale e che l'acquisizione automatica del diritto americano sia inaccettabile. Una minoranza di sinistra, dal canto suo, vuole completare la legge d'applicazione con una disposizione che impegni il Consiglio federale, quando avrà dichiarato come norma lo scambio automatico di informazioni bancarie, ad aprire negoziati con Washington per rivedere l'accordo su FATCA alla luce di questa nuova situazione. Il trattato su FATCA si basa su un sistema vicino allo scambio automatico. Con il modello negoziato da Svizzera e Giappone sarà comunque necessario l'avallo del titolare del conto bancario. Senza questo consenso i dati saranno trasmessi dopo essere stati resi anonimi e le informazioni sarebbero scambiate sulla base dell'assistenza amministrativa (richieste raggruppate). Il trattato su FATCA, accettato con 34 voti contro 3 al Consiglio degli Stati, intende regolare la tassazione in futuro. Per il passato non è ancora stata trovata alcuna soluzione definitiva. Il Consiglio federale dovrebbe presentare domani o mercoledì prossimo una soluzione alternativa alla cosiddetta "Lex Usa" appena bocciata dal parlamento. Contemporaneamente il parlamento ha però chiesto che il Consiglio federale permetta alle banche di collaborare con gli Usa nel rispetto del diritto vigente. La "Lex Usa" avrebbe consentito alle banche di collaborare direttamente con il Dipartimento di giustizia Usa e di fornire le informazioni necessarie a risolvere la controversia fiscale con Washington, compresi dati riguardanti i loro dipendenti. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

