
L'aumento della violenza del conflitto in Somalia ha causato la fuga di migliaia di persone che stanno lasciando Mogadisco, diretti verso le regioni circostanti. A lanciare l'allarme per l'acuirsi dell'emergenza nel Paese è l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) che dà una stima di 20 000 profughi che ogni mese lasciano le loro case. Sulla strada da Mogadiscio a Afgooye, una città a 30 km a ovest della capitale, ci sono attualmente 250 000 sfollati. L'agenzia Onu stima che per due milioni di persone, tra cui un milione di sfollati interni, sarà necessaria un'assistenza umanitaria per i prossimi sei mesi. Le interruzioni delle attività commerciali e il saccheggio nel mercato Bakara, a Mogadiscio, il principale mercato in Somalia meridionale, hanno causato aumenti dei prezzi per i generi alimentari di base, in crescita già dal mese di maggio. In Bossaso, regione commerciale del Paese, il prezzo di 50 kg di farina di grano tenero è quasi triplicato in un anno. Allo stesso modo l'aumento del prezzo dei carburanti sta creando problemi per l'approvvigionamento di cibo. ATS
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