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Estero
Fao: 870 milioni affamati, ma è possibile dimezzarli
Redazione
14 anni fa

Sono 870 milioni le persone denutrite nel mondo ma in venti anni sono diminuiti di 132 milioni e di questo passo si può centrare l'obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero di quanti soffrono la fame nel mondo, secondo quell'Obiettivo di Sviluppo del Millennio fissato dall'Onu. Lo evidenzia la Fao, l'agenzia dell'ONU per l'alimentazione, nel rapporto 'Sofi 2012' (The State of Food Insecurity in the World) redatto con Ifad (Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo) e Pam (Programma alimentare mondiale). I dati, rivisti secondo una nuova base metodologica, sono migliori di quanto previsto - sottolinea il rapporto - e rendono l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio una meta raggiungibile, ma solo se si interverrà in modo appropriato e adeguato. La maggioranza delle persone che soffrono la fame - rileva il rapporto Sofi - vive nei Paesi in via di sviluppo e rappresenta il 15% della popolazione complessiva, mentre i restanti 16 milioni vivono nei Paesi sviluppati. Da sottolineare che in quest'ultimi si è registrato un aumento delle persone che soffrono la fame e dai 13 milioni rilevati nel biennio 2004-2006 si è passati a 16 milioni nel 2010-12, invertendo una tendenza costante al ribasso registrata negli anni precedenti. La crisi economica del 2007-2008 ha avuto certamente impatto, tanto che il rapporto evidenzia come a partire da quel biennio i progressi nella lotta alla fame siano rallentati se non stabilizzati. In ogni caso negli ultimi vent'anni il numero totale delle persone che soffrono la fame è diminuito considerevolmente, passando dal 18,6% della popolazione mondiale al 12,5%. In Asia il numero delle persone che soffrono la fame negli ultimi vent'anni è diminuito di quasi il 30%. Anche in America Latina e Caraibi si sono fatti passi avanti, mentre l'Africa è la sola regione dove, nello stesso periodo, il numero delle persone che soffrono la fame è cresciuto, passando da 175 milioni a 239, con circa 200 milioni che si sono peraltro aggiunti negli ultimi quattro anni. ATS

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