
Per ventinove Paesi nel mondo è allarme fame. E alcuni di questi, come la Repubblica Democratica del Congo o il Burundi, hanno assistito a un vero e proprio tracollo del loro stato di sicurezza alimentare. E' quanto indica il rapporto sull'Indice Globale della Fame 2009, presentato dalla rete di Ong Link 2007 e curato dall'International Food Policy Resarch Institute di Washington. Rispetto al 1990, l'Indice Globale della Fame - che tiene conto della percentuale di popolazione malnutrita, della percentuale di bambini sottopeso di età inferiore ai 5 anni e della mortalità infantile - è complessivamente diminuito: dai 20 punti di quindici anni fa ai 15,2 attuali. Tuttavia, solo un terzo dei Paesi del globo ha ridotto la denutrizione. E nessuno Stato africano ha compiuto progressi significativi. Attualmente, il Paese con il più alto livello di malnutrizione è la Repubblica Democratica del Congo (con un indice pari a 39,1), seguito dai Burundi, dall'Eritrea e dalla Sierra Leone. I dieci Paesi in cui l'indice è cresciuto di più si trovano tutti, tranne la Corea del Nord, nell'Africa sub-sahariana. Per quanto riguarda la percentuale di popolazione sottonutrita, la maglia era spetta ancora alla Repubblica Democratica del Congo (76%) e all'Eritrea (68%). Mentre la Sierra Leone ha il più alto tasso di mortalità infantile. ATS
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