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Estero
Falliti negoziati Ue-Canada, Ottawa abbandona tavolo
Redazione
10 anni fa

Il Canada se ne va e sbatte la porta, incredulo che una regione di appena 3,5 milioni di abitanti come la Vallonia (Belgio) possa tenere in ostaggio un accordo negoziato per sette anni a livello europeo e che riguarda ben 28 Paesi. Le lacrime a stento trattenute e la voce rotta di Chrystia Freeland, ministra canadese del commercio, la dicono lunga sul destino appeso a un filo del Ceta, l'accordo di libero scambio tra Canada e Ue considerato da Bruxelles una sorta di fiore all'occhiello della sua politica commerciale. Nonostante le ultime convulse ore di discussioni e il riconoscimento di "progressi sostanziali", il ministro-presidente della Vallonia Paul Magnette ha continuato ad opporsi al via libera al Ceta, lasciando però ancora una volta la porta aperta. "E' solo un'interruzione, deve essere sempre possibile trovare un accordo", ha detto, imputando la colpa al poco tempo e scaricando la palla sulla Commissione Ue, decisa con tutte le sue forze a non mollare e fiduciosa in un'intesa pur se in 'zona Cesarini'. Serve il "massimo impegno per salvarlo", ha avvertito anche il ministro italiano allo sviluppo economico Carlo Calenda, altrimenti è "la fine della politica commerciale" Ue. Il no vallone implica automaticamente il veto del Belgio, dove intese come la Ceta devono ottenere il via libera di tutte e sette le istituzioni del paese, a livello federale, regionale e di comunità linguistica. Era da giorni che la Vallonia aveva ingaggiato il braccio di ferro, e le sue posizioni non si sono ammorbidite nonostante l'intervento diretto di Commissione Ue e del governo canadese. Al di là dei contenuti controversi del Ceta, in particolare la Corte di arbitrato per le dispute sugli investimenti, il vero nodo resta politico, come hanno denunciato alcuni deputati durante il dibattito al parlamento vallone. La guida della regione Vallonia, infatti, è socialista mentre il governo belga è liberale e, all'interno dello stesso Partito socialista vallone è in corso una lotta tra il presidente ed ex premier Elio Di Rupo e quello della regione, Magnette, che punta alla guida del Ps e al governo federale. Bruxelles però non si rassegna e assicura che "non è la fine" dell'accordo, rifiutandosi per ora di parlare di cancellazione del vertice Ue-Canada previsto giovedì per la firma ufficiale del Ceta. "Speriamo ancora di trovare una soluzione per firmare", ha detto la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem, minimizzando l'inattesa rottura dei negoziati da parte del Canada, quando ancora un paio di ore prima sia il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker sia la cancelliera tedesca Angela Merkel si erano detti "ottimisti".

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