
Scandalo nello scandalo per Cambridge Analytica, la società di consulenza anglo-americana accusata di aver raccolto a scopi di propaganda politica i dati di decine di milioni di utenti di Facebook. Il suo cofondatore ed ex amministratore delegato Alexander Nix è sospettato infatti - come scrive oggi il Financial Times - d'aver ritirato oltre 8 milioni di dollari dalle case aziendali prima della procedura d'insolvenza e della chiusura delle attività annunciata nelle scorse settimane sull'onda dei contraccolpi dell'affaire. La tempistica della dichiarazione d'insolvenza, presentata sia negli Usa sia in Gran Bretagna, aveva già suscitato il timore di un'operazione di facciata, utile magari a far sparire alcune carte prima di riaprire i battenti con un altro nome. E il tema è oggi al centro di una nuova audizione dello stesso Nix di fronte a una commissione parlamentare britannica, incentrata inoltre sui sospetti di coinvolgimento di Cambridge Analytica non solo nella campagna presidenziale americana di Donald Trump, ma anche in quella del referendum sulla Brexit del 2016.
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