Cerca e trova immobili
Estero
EXPO 2015: cosche 'ndrangheta infiltrate in sub-appalti
Redazione
12 anni fa
13 nuovi arresti per attività di stampo mafioso, tra cui anche un ex consigliere comunale di Rho

Non è bastato il maxi-blitz "Infinito" di quattro anni fa che portò agli arresti circa 170 persone, perché la 'ndrangheta in Lombardia - la cui esistenza con tanto di "cupola" autonoma dalla Calabria è stata certificata di recente dalla Cassazione - continua a fare affari e ad intimidire, godendo di appoggi politico-istituzionali. "Nulla cambia, è questa la riflessione da fare", ha detto con amarezza la procuratrice aggiunta Ilda Boccassini parlando dell'ultima operazione di stamani, dalla quale è emerso che la mafia calabrese, bypassando i controlli, si è accaparrata due sub-appalti della Tangenziale Est Esterna di Milano, una delle grandi opere collegate all'Expo 2015. I carabinieri hanno eseguito mandati d'arresto a carico di 13 persone, tra cui quattro appartenenti alla famiglia Galati e l'ex consigliere del Comune di Rho (Milano) Luigi Calogero Addisi, che in Lombardia - in particolare a Como - ha generato lo cosca dei Galati. In carcere è finito anche Salvatore Muscatello, già agli arresti domiciliari perché condannato nel processo "Infinito" ma che continuava - si legge negli atti - ad esercitare il ruolo di capo della cosca locale di Mariano Comense. Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso alla detenzione e porto abusivo di armi fino all'intestazione fittizia di beni. E, ancora, dal reimpiego di denaro di provenienza illecita all'abuso d'ufficio fino al favoreggiamento, alle minacce e al danneggiamento mediante incendio. In particolare, l'ex consigliere di Rho Addisi - transitato in Forza Italia, poi eletto con il PD alle amministrative nel 2011 e dimessosi nei mesi scorsi quando il suo nome era già comparso in un'altra inchiesta di 'ndrangheta - avrebbe partecipato ad un'illecita speculazione immobiliare: secondo l'accusa, avrebbe riciclato parte del denaro della cosca Galati nell'operazione per ristrutturare un complesso immobiliare situato in Lucernate di Rho. E poi votò a favore in Consiglio comunale del cambio di destinazione d'uso che ne avrebbe aumentato il valore. Nell'inchiesta, oltre ad una lunga serie di episodi di intimidazione, spuntano il business dei negozi di "compro oro" e anche quelli di sigarette elettroniche. E soprattutto i tentacoli allungati su Expo. Nelle carte, infatti, si parla di "elementi indiziari riguardanti l'attività di Skavedil ed, in particolare, l'acquisizione da parte di detta società di lavori nell'appalto per la costruzione della Tangenziale Est Milano". In particolare due sub-appalti del valore di 450'000 euro. In pratica, a causa anche di controlli insufficienti, l'impresa riconducibile a Giuseppe Galati, mentre lui era in carcere per narcotraffico, è riuscita ad ottenere la certificazione antimafia. Ed è bastato intestare le quote ai cognati per ottenere poi da una azienda di Modena, appaltante per l'opera, i due subappalti. Secondo Boccassini, è difficile pensare che "si poteva non sapere a chi si davano quei sub-appalti". È anche emerso come l'infiltrazione della cosca Galati nel tessuto lombardo sia stata favorita dai "contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale, bancario in modo da ottenerne favori, notizie riservate, erogazione di finanziamenti, rete di relazioni".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata