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Evoluzione: mutazioni, test con 40.000 generazioni batteri
Redazione
17 anni fa

Ci sono voluti 21 anni e 40.000 generazioni di batteri per dimostrare come le mutazioni del Dna siano alla base dell'evoluzione: un gruppo di ricercatori della Michigan State University è riuscito a dimostrare come una mutazione che avviene nel corso degli anni rimanga nelle generazioni future. Lo studio, guidato da Richard Lenski in collaborazione con ricercatori della Corea del Sud e della Francia e pubblicato nella rivista Nature, ha voluto dimostrare con prove scientifiche la teoria dell'evoluzione proposta da Charles Darwin 150 anni fa. Lenske e i suoi colleghi hanno cominciato l'esperimento nel 1988, quando hanno messo in coltura una colonia di batteri (Escherichia coli) che si riproducono velocemente. Secondo i ricercatori americani, se fosse avvenuta una mutazione che avesse dato un vantaggio ad alcuni individui, per esempio nella competizione per il cibo, questa si sarebbe dovuta trasmettere nella colonia fino a diventare una mutazione predominante. Per lo studio i ricercatori hanno periodicamente congelato i batteri per le analisi successive e, dal momento che nel frattempo la genetica si era sviluppata, i ricercatori sono riusciti a sequenziare il materiale genetico osservando le differenze tra l'inizio dell'esperimento e dopo 40.000 generazioni. A metà 'vita' della colonia, cioè dopo 20.000 generazioni, Lenske e colleghi avevano già individuato 45 mutazioni. Dopo 26.000 generazioni, una mutazione avrebbe coinvolto il metabolismo del Dna e avrebbe aumentato di molto la velocità di insorgenza di altre mutazioni, tanto che alla generazione numero 40.000 erano 653 quelle registrate. ATS

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