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Eternit Italia: procura Torino presenta appello contro sentenza
Redazione
14 anni fa

La Procura di Torino ha presentato appello contro la sentenza con cui, lo scorso 13 febbraio, il Tribunale del capoluogo piemontese ha condannato a 16 di reclusione i dirigenti della Eternit, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis De Cartier, per disastro doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. La Procura contesta la prescrizione per il reato di disastro doloso relativamente agli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Nella richiesta di appello, i pubblici ministeri (pm) Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace e Sara Panelli sostengono che il disastro ambientale a Rubiera e Bagnoli è tuttora attuale, perché la popolazione della zona continua ad ammalarsi di asbestosi e tumori polmonari a causa dell'amianto proveniente dai due stabilimenti. I pm, inoltre, osservano che "anche il Tribunale ha ritenuto che qualcuno può essere ancora affetto da gravi forme tumorali" e che "c'è tuttora contaminazione dei siti abitati vicini allo stabilimento". Il rischio, secondo i magistrati, è ancora presente "per l'inerzia degli imputati e le bonifiche non ancora terminate. A oggi - ribadiscono i pm - risulta che gli imputati non si sono attivati neppure con esborsi economici per rimuovere il pericolo". In conseguenza di tali osservazioni, la Procura chiede che Schmidheiny e De Cartier siano condannati a 20 di reclusione, ossia a quella che era stata la richiesta di pena in primo grado. I tre pm hanno anche richiesto di poter sostenere l'accusa anche in appello, in luogo della Procura generale, in virtù della loro specializzazione sul caso. ATS

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