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Estero
Eternit: associazione vittime, no a indennizzo
Redazione
15 anni fa

L'Associazione familiari vittime dell'amianto di Casale Monferrato (Alessandria) non vuole che il Comune accetti i 18 milioni di euro offerti dall'Eternit in cambio del ritiro della costituzione a parte civile nel processo di Torino. Lo sottolinea il coordinatore, Bruno Pesce, in vista del consiglio comunale che questa sera è chiamato a ratificare la decisione. "Con i suoi 1.800 morti e i suoi 50 nuovi casi di mesotelioma che continuano ad essere registrati ogni anno - spiega - Casale è la città simbolo delle vittime dell'amianto. Non è giusto che il Comune si tiri indietro con un gesto che, di fatto, alleggerirà la posizione dell'imputato che ha avanzato la proposta. Qui non si parla solo di un danno economico. Cosa deve succedere perché venga applicato il principio di giustizia? Devono morire tutti?". Il consiglio comunale di Casale Monferrato deve decidere questa sera se accettare o meno la proposta di un risarcimento di 18 milioni mossa dalla Eternit. L'offerta è stata avanzata dal magnate svizzero Stephan Schmidheiny, uno dei due imputati nel processo che è in corso a Torino contro il vertice della multinazionale dell'amianto e nel quale il Comune si è costituito parte civile. La causa riguarda le malattie e le morti provocate - secondo l'accusa - dall'amianto lavorato in quattro stabilimenti italiani della Eternit. Per i due imputati, che devono rispondere di disastro doloso, l'accusa ha chiesto venti anni di carcere. A Casale Monferrato, dove ha operato per quasi un secolo una delle fabbriche più grandi, i decessi registrati alla fine delle indagini preliminari erano 1.649 (ma il conteggio dovrà essere aggiornato). Il sindaco di Casale Giorgio Demezzi (Centrodestra) ha deciso di accettare l'indennizzo ma l'opposizione si è dichiarata contraria. Accettare il risarcimento dall'Eternit "non vuol dire far saltare il processo o perdonare", dice il sindaco in un messaggio pubblicato sull'homepage del sito del Comune. ATS

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