

L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica «sta verificando le notizie relative a un attacco avvenuto nella notte contro il cantiere di una centrale nucleare in progetto a Darkhovin, in Iran»: lo si legge in un comunicato della stessa AIEA.
«L'impianto si trova ancora nelle primissime fasi di costruzione e, al momento dell'ultima ispezione dell'AIEA, non conteneva materiale nucleare», aggiunge la nota.
L'agenzia internazionale per l'energia atomica afferma inoltre che, «sebbene l'attacco segnalato non sia ritenuto in grado di comportare alcun rischio radiologico», il suo direttore generale Rafael Grossi «ribadisce l'appello alla massima moderazione militare nelle vicinanze di tutti i siti legati al nucleare».
Le unità del Servizio di sicurezza ucraino (Sbu) hanno colpito tre depositi petroliferi nella regione russa di Stavropol, mentre le Forze armate di Kiev hanno centrato un altro obiettivo del settore dei carburanti nella stessa regione, ha annunciato sulla piattaforma di messaggistica Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il leader ucraino ha inoltre rivendicato «colpi precisi contro tre petroliere russe della flotta ombra» nelle acque del Mar Nero. «Continuiamo a rispondere agli attacchi russi in modo del tutto giusto e mirato. Oggi le sanzioni ucraine a lungo raggio hanno raggiunto gli obiettivi prestabiliti che sostengono e finanziano l'aggressione russa».
In precedenza notizie media avevano fatto riferimento a solo due petroliere colpite nel Mar Nero.
Le forze armate ucraine hanno rivendicato una serie di attacchi con droni a lungo raggio contro obiettivi militari e logistici russi durante la notte, sostenendo di aver colpito due petroliere nel Mar Nero, una gru galleggiante nel Mar d'Azov e un sistema missilistico antiaereo Buk di epoca sovietica nella parte occupata della regione di Zaporizhzhia. Lo riferisce il media on line ucraino in lingua inglese Kyiv Independent, citando lo Stato maggiore delle forze armate ucraine.
Secondo Kiev, le due petroliere erano impiegate per il trasporto di petrolio, prodotti petroliferi e carburante destinati alle forze russe, mentre la gru galleggiante veniva utilizzata per le operazioni di carico e scarico nei porti, a supporto della logistica marittima militare di Mosca.
Il comandante delle Forze ucraine per i sistemi senza pilota, Robert «Madyar» Brovdi, ha inoltre riferito che sono stati colpiti una nave cargo della flotta ombra russa e tredici infrastrutture elettriche in Crimea e in altri territori occupati.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che la Russia ha condotto nella notte «uno dei più grandi attacchi con missili balistici» contro Kiev, lanciando oltre 40 missili di vario tipo, in gran parte diretti contro la capitale, insieme a 120 droni.
In un messaggio pubblicato sulla rete sociale X, Zelensky ha riferito che il bilancio provvisorio è di un morto nell'area di Kiev e 16 feriti, mentre sono ancora in corso le operazioni di soccorso in tre diverse località con l'impiego di quasi 600 operatori di emergenza. Ha aggiunto che sono stati registrati danni anche nella regione di Odessa e in altre aree del paese.
Secondo il presidente ucraino, nel corso dell'ultima settimana la Russia ha impiegato contro l'Ucraina circa 1450 droni d'attacco, oltre 1640 bombe aeree guidate e 99 missili di vario tipo.
Zelensky ha quindi ribadito che il rafforzamento della difesa antibalistica resta la «massima priorità» di Kiev, ringraziando i partner internazionali per le forniture già concordate e sollecitando nuove consegne di intercettori. Il presidente ha inoltre chiesto di mantenere alta la pressione su Mosca con ulteriori sanzioni, sostenendo che eventuali ritardi consentirebbero alla Russia di pianificare nuovi attacchi e di aggirare le misure restrittive.
Dal canto loro, le forze ucraine hanno colpito nella notte un deposito di petrolio nella regione russa di Stavropol e diversi obiettivi nei territori occupati da Mosca, secondo quanto riferisce il media on line ucraino in lingua inglese Kyiv Independent, che cita canali di monitoraggio e fonti locali.
In particolare, il deposito petrolifero di Mikhailovsk, nel territorio di Stavropol, sarebbe stato centrato per la terza volta nel giro di poche settimane, secondo il canale Exilenova Plus sulla sulla piattaforma di messaggistica Telegram.
Esplosioni sono state segnalate anche nella città occupata di Luhansk. In Crimea, invece, il canale filoucraino Crimean Wind, sempre su Telegram, riferisce che un attacco con droni ha colpito una sottostazione elettrica a Yalta, provocando un incendio e interruzioni dell'energia elettrica.
Lo stesso canale riferisce inoltre di esplosioni a Kerch, nell'est della penisola annessa da Mosca nel 2014, con la conseguente chiusura temporanea del ponte che collega la Crimea alla Russia. Un'altra sottostazione elettrica sarebbe stata colpita nel villaggio di Myndalne, nei pressi di Sudak, nell'ambito di una serie di attacchi contro obiettivi nella Crimea occupata.
All'1:21 del mattino (ora locale), l'Aeronautica ha lanciato un allarme per il lancio di missili balistici dalla regione di Bryansk. Quattro minuti dopo, a Kiev si sono udite delle forti esplosioni. Secondo le prime informazioni, del fumo si leva nei pressi di un centro commerciale. Un condominio residenziale risulta danneggiato.
A seguito dell'attacco notturno a Kiev, una persona è rimasta uccisa e altre cinque ferite. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc citando l'Amministrazione militare della città di Kiev. Alle 3.14 (ora locale) è stato dichiarato il cessato allarme.

