

L'esercito giordano ha annunciato di aver intercettato otto missili iraniani diretti verso il proprio territorio, che non hanno causato né vittime né danni. Poco prima le forze armate iraniane avevano dichiarato di aver preso di mira alcune installazioni militari statunitensi in Giordania, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi in Iran.
Si intensifica lo scontro tra Stati Uniti e Iran, con una nuova serie di attacchi e contrattacchi che alimentano la tensione nella regione. Il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha reso noto di aver colpito con munizioni di precisione centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e per droni e strutture di sorveglianza costiera in diverse località, tra cui Bandar Abbas. Secondo Washington, l'operazione aveva l'obiettivo di ridurre la capacità dell'Iran di minacciare le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.
Poco dopo, a Teheran sono state udite diverse esplosioni e le autorità hanno attivato il sistema di difesa aerea. Le agenzie iraniane Tasnim e Fars riferiscono che l'attività si è concentrata nelle aree di Parchin e Pakdasht, a est della capitale, dove sarebbero stati intercettati alcuni proiettili. Nel frattempo, un funzionario del ministero della Salute iraniano ha denunciato un attacco missilistico statunitense nei pressi dell'ospedale Boghayi di Ahvaz, specializzato nella cura dei malati di cancro. Secondo il responsabile, molti pazienti e accompagnatori hanno abbandonato la struttura.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. La televisione di Stato iraniana riferisce che le forze armate hanno attaccato con droni la base aerea statunitense di Al-Azraq, in Giordania, colpendo un radar, sistemi di comunicazione e depositi di carburante. Al momento non risultano conferme indipendenti sull'entità dei danni.
Sul fronte diplomatico, Donald Trump ha annunciato che l'Iran ha rilasciato la cittadina americana Dena Karari, arrestata nel dicembre 2024 durante una visita ai familiari con l'accusa di spionaggio e collaborazione con uno Stato ostile. Il presidente statunitense ha definito la liberazione un "gesto di buona volontà" da parte di Teheran, precisando che la donna ha lasciato il Paese, si trova al sicuro ed è in viaggio verso gli Stati Uniti. Secondo il suo legale, Jared Genser, Karari era stata interrogata più volte ma non era mai stata incarcerata.

