
A meno di 24 ore dall'inizio dell'operazione militare "Fonte di Pace" nel nord-est della Siria, "109 terroristi sono stati uccisi" dai raid della Turchia. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo AKP. Ci sono anche diversi miliziani curdi "feriti" e altri che si sono "consegnati" all'esercito turco e ai suoi alleati locali, ha aggiunto Erdogan, senza indicare in questo caso un numero preciso.
"Al mondo intero voglio dare questa rassicurazione: Daesh (Isis) non sarà presente nella regione della Siria nordorientale dopo l'operazione militare avviata dalla Turchia", ha prooseguito.
Non è però mancato un avvertimento all'Europa: "Se l'Ue ci accuserà di occupazione della Siria e ostacolerà la nostra operazione militare, apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi".
Il leader di Ankara è poi tornato ad accusare Bruxelles di non aver rispettato le "promesse", perché non ha ancora trasferito la seconda tranche di 3 miliardi di euro di aiuti per la gestione dei rifugiati siriani, prevista dall'accordo del marzo 2016, rivendicando che la Turchia avrebbe invece speso "40 miliardi di dollari".
Erdogan ha anche rinnovato le critiche all'Ue per non aver accettato la Turchia come Paese membro. "Dal '63 fino a ora ci avete tenuti occupati", ha detto il presidente turco, riferendosi all'accordo di associazione che quell'anno ha stabilito le relazioni formali tra Ankara e le istituzioni europee.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

