
"Un totale scandalo". Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha commentato l'incriminazione negli Usa di 19 persone, accusate di aver commesso violenze nei confronti di manifestanti che protestavano contro di lui durante la sua visita di maggio a Washington. Tra gli accusati ci sono 15 guardie del corpo personali del leader di Ankara. Secondo Erdogan, si tratta di "una manifestazione chiara e scandalosa di come funziona la giustizia in America", visto che i suoi bodyguard avrebbero agito solo per proteggerlo dagli attacchi di presunti dimostranti del Pkk curdo, dopo che le autorità americane non sarebbero riuscite a garantire la sua sicurezza. Erdogan ha inoltre promesso di sollevare il caso con il presidente Usa Donald Trump durante il suo viaggio di questo mese a New York per partecipare all'Assemblea generale dell'Organizzazione delle nazioni unite (Onu). Contro l'incriminazione aveva già protestato ieri il ministero degli Esteri di Ankara.
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