
Incassato il sostegno americano nel contrasto ai ribelli curdi del PKK, il premier turco Recep Tayyip Erdogan è sbarcato stasera a Roma dopo una velocissima tappa a Bruxelles da dove sono arrivate notizie tutt'altro che confortanti per il cammino della Turchia verso l'Ue. In un momento delicatissimo per Ankara, stretta tra la necessità di sradicare le basi dei separatisti curdi in Nord Iraq e gli appelli alla moderazione da parte della comunità internazionale, sulla testa del primo ministro turco è piombata anche la mezza bocciatura del rapporto annuale della Commissione europea, che vede solo "progressi limitati" della Turchia nelle riforme promesse a Bruxelles per una piena adesione all'Unione. Su questi due dossier caldi si concentreranno domani e giovedì gli incontri a Roma di Erdogan con i vertici delle istituzioni di un Paese tradizionalmente amico. Indipendentemente dal colore politico dei governi, Roma è ormai da anni convinta sostenitrice degli sforzi riformisti della Turchia per entrare in Europa, traguardo che la diplomazia italiana - fra lo scetticismo di molte cancellerie europee - considera strategico. Da qui nasce il rapporto solidissimo, anzi "eccellente" per usare le sue stesse parole, che Erdogan ha condiviso prima con Silvio Berlusconi, ed ora con Romano Prodi. Il legame tra il premier turco e il presidente del Consiglio viene sottolineato con forza da fonti diplomatiche italiane, che confidano come Prodi voglia dare sempre più "credito" ad Erdogan nella sua "enorme sfida" di democratizzazione del Paese, che consiste anche nello sganciarsi dalla "tutela" dell'esercito in direzione di un islam moderato. È normale quindi che con 100mila soldati già schierati al confine dell'Iraq con armamenti pesanti - e un voto del Parlamento che li autorizza ad agire - Ankara voglia spiegare ai suoi alleati più stretti perché la pazienza dei turchi nei confronti dei separatisti curdi che si annidano in Nord Iraq sia esaurita. Avvertendo che se alle promesse di Washington e Baghdad non dovessero seguire i fatti, lo scenario di truppe turche che passano il confine potrebbe drammaticamente realizzarsi. ATS
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