
A pochi giorni dalla sua deposizione sul caso Jeffrey Epstein a Capitol Hill, Hillary Clinton contrattacca e accusa Donald Trump di aver insabbiato i documenti sul finanziere pedofilo. Mentre non c'è pace per la famiglia reale britannica, con l'ex duchessa di York, Sarah Ferguson, in una posizione sempre più critica per i suoi rapporti con l'ex finanziere che hanno trascinato nello scandalo anche le due figlie, Beatrice e Eugenie. Soprattutto per la mail all'amico Jeffrey in cui parla di un «week-end di sesso» della figlia più piccola, Eugenie, allora 19.enne.
«Pubblicate tutti i documenti»
In un'intervista alla Bbc dopo il suo durissimo intervento alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, durante il quale ha accusato il presidente americano di aver «tradito l'Occidente», Hillary ha esortato l'amministrazione a «pubblicare tutti i documenti» sul mostro, sostenendo che «stanno procedendo a rilento». L'ex first lady si è trovata coinvolta suo malgrado nel caso dopo che i file pubblicati dal dipartimento di Giustizia hanno gettato nuova luce sui rapporti tra il marito Bill ed Epstein. L'ex presidente Usa comparirà il 27 febbraio, il giorno dopo la moglie, davanti alla commissione di vigilanza della Camera e sarà la prima testimonianza di un ex inquilino della Casa Bianca da quella di Gerald Ford nel 1983.
L'ex candidata alla presidenza ha insistito che l'udienza sia pubblica, sostenendo che lei e il marito siano stati strumentalizzati per distogliere l'attenzione da The Donald. «Non abbiamo nulla da nascondere. Abbiamo chiesto ripetutamente la pubblicazione completa dei file. Pensiamo che la luce del sole sia il miglior disinfettante».
Hillary peraltro ha ribadito più volte di non aver mai incontrato il pedofilo morto suicida in carcere e di essersi imbattuta nella complice Ghislaine Maxwell, in alcune occasioni. Clinton si è espressa anche su Andrew Mountbatten-Windsor, il fratello di re Carlo caduto in disgrazia per la sua vicinanza ad Epstein, invitandolo a raccontare la verità: «Penso che chiunque venga invitato a testimoniare, debba testimoniare», ha detto.
Società, liquidazioni e soldi
A proposito di Andrew, da Londra è arrivata la notizia che sei società legate all'ex moglie Fergie sono in fase di liquidazione e destinate a essere cancellate dal registro delle imprese britanniche entro dieci giorni. La chiusura delle aziende arriva sulla scia di nuove rivelazioni emerse dai file americani sul faccendiere pedofilo a cui l'ex duchessa si era rivolta più volte, anche quando Epstein era dietro le sbarre, per chiedere soldi a fronte dei debiti accumulati e consigli rispetto alle sue fallimentari attività economiche.
Dagli scambi di email fra i due è emerso che Sarah si era trovata a gestire un ammanco enorme da 6 milioni di sterline e se ne lamentava con l'amico. Tutte le società in via di scioglimento sono state costituite più di dieci anni fa e la maggior parte viene classificata come «società dormiente», ovvero nulla o estremamente ridotta.
Un pranzo con le due principesse
Ma la notizia ha fatto riemergere anche alcune rivelazioni shock che riguardano le due principesse Beatrice ed Eugenie, uscite già lo scorso febbraio. In una delle mail inviate al pedofilo nel 2009, dopo la condanna per prostituzione femminile, Fergie parla di un presunto «week-end di sesso» della figlia più piccola Eugenie, allora 19.enne, «con un ragazzo affascinante». Sempre lo stesso anno, cinque giorni dopo la sua scarcerazione, raggiunse Epstein a Miami per un pranzo con le due figlie. Il viaggio di tutte tre fu coperto dal finanziere, per un totale di 14 mila dollari.
È spuntato poi un biglietto di Natale di Andrew, fotografato con Beatrice ed Eugenie, nel quale augurava al pedofilo «tanta gioia e felicità in questo periodo e per l'anno a venire». Il biglietto, firmato a mano «Sua Altezza Reale il Duca di York», risale al 2011, sempre pochi mesi dopo il rilascio di Epstein dal carcere, un anno dopo aver dichiarato di aver chiuso qualsiasi rapporto con il «mostro».

