
I legali del Kennedy Center hanno dato istruzioni al personale di iniziare «con effetto immediato» a rimuovere il nome del presidente Donald Trump dalla struttura, dopo la decisione di un giudice federale. La scorsa settimana il giudice Christopher R. Cooper ha bloccato il tentativo di rinominare il centro includendo il nome del tycoon. Secondo i legali del centro, l'obiettivo è ora di chiudere le operazioni entro il 12 giugno «sulla sostituzione della segnaletica interna ed esterna, nonché per rimuovere ogni riferimento al nome legato a Trump da arredi e altri materiali».
Modifiche in corso
In una nota interna, ha riferito Cbs News, il consulente legale generale del centro ha comunicato ai dipendenti che le firme delle e-mail, le intestazioni della carta e altri documenti dovranno essere modificati per ripristinare la denominazione originaria della struttura: 'The John F. Kennedy Center for the Performing Arts' oppure semplicemente 'Kennedy Center'.
Cambio di denominazione illegittimo
La direttiva è il primo segnale ufficiale di adeguamento dell'istituzione culturale alla sentenza del tribunale federale, che ha dichiarato illegittimo il controverso cambio di denominazione precedentemente approvato dal board del centro. La scorsa settimana il giudice Cooper si è pronunciato a favore della deputata democratica Joyce Beatty, componente di diritto del board del centro, che aveva contestato sia la nuova denominazione dell'istituzione sia i piani di chiusura biennale per importanti lavori di ristrutturazione.
Opzioni da valutare
Secondo il memo interno, i vertici del centro stanno «valutando le opzioni a disposizione e forniranno a breve ulteriori indicazioni» in merito all'eventuale prosecuzione dell'attività del centro oltre la data di inizio del progetto di ristrutturazione da 257 milioni di dollari, previsto per il 5 luglio.

