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Donald Trump: «Stiamo vincendo di gran lunga la guerra con l'Iran, e continuerà per un po'»
©Julia Demaree Nikhinson
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15 ore fa
Il presidente degli Stati Uniti, per contro, non ha voluto confermare né smentire un'eventuale offensiva via terra – Entro 24 ore il sostituto di Khamenei? – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI


un'ora fa
Trump non risponde su un'invasione via terra dell'Iran

«Non rispondo. Potrebbe essere? Forse, ma devono esserci ottime ragioni». Lo ha detto Donald Trump a chi gli chiedeva della possibilità di schierare boots on the ground in Iran.

Ci dovrebbe essere «un'ottima ragione» per lo schieramento di truppe di terra in Iran, ha detto Trump spiegando che le forze iraniane dovrebbero essere così decimate da non essere in grado di combattere. A chi gli chiedeva di un possibile dispiegamento per mettere al sicuro l'uranio, il presidente ha riferito di non averne ancora parlato. «Non ora», ha messo in evidenza senza escludere la possibilità in un secondo momento.

un'ora fa
Trump: stiamo vincendo la guerra in Iran, continuerà per un po'

«Stiamo vincendo di gran lunga la guerra con l'Iran, e continuerà. Continuerà per un po'». Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.

2 ore fa
Zelensky: dai russi intelligence a Iran per attaccare gli USA

«Siamo tutti consapevoli dei rischi creati dagli attacchi iraniani e della conseguente necessità di difesa aerea in Medio Oriente. È importante che la protezione della vita sia garantita anche qui in Ucraina. Ancora di più, poiché riceviamo informazioni sull'assistenza russa al regime iraniano: i rapporti indicano che i russi stanno fornendo intelligence al regime iraniano per aiutarlo a pianificare gli attacchi contro gli americani». Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

«Ci sono anche prove della presenza russa nei droni 'shahed' utilizzati in Medio Oriente, sia contro i Paesi arabi che contro gli americani nella regione. Ogni fatto di questo tipo dimostra che abbiamo a che fare con regimi non solo collegati tra loro, ma che si sostengono a vicenda: il regime russo e quello iraniano. E stanno uccidendo in modo praticamente coordinato, sia qui in Europa che in Medio Oriente. Pertanto, anche la difesa deve essere coordinata. La vita in Europa e la vita in Medio Oriente meritano una protezione altrettanto efficace».

3 ore fa
L'IDF attacca per la prima volta depositi di petrolio in Iran

L'esercito israeliano ha attaccato oggi per la prima volta depositi di petrolio a Teheran. Lo riferisce Ynet. L'operazione è stata condotta su indicazione del gabinetto politico. L'attacco ha preso di mira una trentina di depositi.

L'agenzia iraniana Fars, affiliata ai Pasdaran, conferma che un deposito di petrolio nel sud di Teheran è stato preso di mira da un attacco da parte di aerei da combattimento statunitensi e israeliani.

Secondo il quotidiano semi-ufficiale Mehr News, la struttura si trova nei pressi della raffineria di petrolio di Teheran.

3 ore fa
Detriti finiscono su un'auto, un morto a Dubai

Una persona è morta a Dubai, nella zona di Al Barsha, dopo che i detriti provocati dall'intercettazione di un proiettile lanciato dall'Iran sono finiti sulla sua auto. Lo ha riferito il Dubai media office, precisando che la vittima è di origine asiatica.

3 ore fa
Razzi prendono di mira l'ambasciata USA a Baghdad

I sistemi di difesa aerea hanno intercettato i razzi lanciati contro l'ambasciata americana a Baghdad, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza all'AFP.

«Sono stati lanciati quattro razzi verso l'ambasciata», ha dichiarato un funzionario della sicurezza, aggiungendo che la difesa aerea ne ha intercettati tre, mentre uno è caduto in un'area aperta della base aerea dell'ambasciata.

Altre due fonti della sicurezza hanno confermato l'attacco missilistico, e una di esse ha affermato che tutti i razzi sono stati abbattuti, compreso quello caduto nella base aerea.

4 ore fa
«Nessun Paese dovrebbe permettere che il suo territorio o le sue strutture vengano utilizzati per attacchi contro l'Iran»

L'Iran ha avvertito che «nessun Paese dovrebbe permettere che il suo territorio o le sue strutture vengano utilizzati per attacchi contro l'Iran» e che «tali azioni costituiscono aggressione ai sensi del diritto internazionale». Lo si legge in una dichiarazione del ministero degli affari esteri iraniano pubblicata su X dal Governo della Repubblica Islamica e rivolta agli Stati della regione che «consentono l'uso del loro territorio per aggressioni».

L'aggressione militare di Stati Uniti e Israele «costituisce una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran» e «l'Iran ha condotto operazioni difensive necessarie e proporzionate contro basi e strutture utilizzate dagli aggressori nella regione, esercitando il suo diritto intrinseco all'autodifesa ai sensi del diritto internazionale, nonostante l'inazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite».

4 ore fa
Un grattacielo in fiamme a Dubai

Sabato, sono stati evacuati gli edifici intorno alla ricca zona residenziale di Dubai Marina. L'evacuazione è avvenuta a causa della caduta di detriti provenienti da droni iraniani intercettati. Detriti che hanno danneggiato la facciata di un grattacielo nella città emiratina. 

I video che circolano online mostrano del fumo che si alza dal grattacielo, alto quasi 400 metri, fra i più alti della città. In una dichiarazione pubblicata sui social media, l'ufficio stampa di Dubai ha affermato che nessuno è rimasto ferito. L'ufficio non ha specificato quale edificio esattamente sia stato colpito.

Il porto turistico si trova nelle immediate vicinanze di numerose attrazioni turistiche e istituzioni municipali, tra cui l'Università Americana di Dubai e il Dubai Marina Mall. Mentre il rumore dei sistemi di difesa aerea attivi riecheggiava in città, i residenti di Dubai hanno ricevuto l'allerta di missili in arrivo sui loro telefoni cellulari. Gli attacchi sono avvenuti poco dopo che il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha pubblicamente definito l'Iran un «nemico». 

5 ore fa
Oltre 450 mila sfollati in Libano per gli attacchi israeliani

Oltre 450.000 persone sono state sfollate a causa dei raid aerei israeliani sul Libano, hanno dichiarato oggi le autorità libanesi, mentre il Paese è sottoposto a intensi bombardamenti da lunedì in risposta agli attacchi del gruppo filo-iraniano Hezbollah.

«Il numero totale di sfollati registrati ha raggiunto quota 454.000», di cui oltre 110.000 ospitati nei centri di accoglienza, ha dichiarato il ministro degli affari sociali Haneen Sayed in una conferenza stampa.

5 ore fa
Rimpatriati oltre 20 mila italiani dall'inizio della crisi

Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha reso noto oggi che sono stati rimpatriati finora oltre 20'000 persone di nazionalità italiana dall'inizio della crisi iraniana e «continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare laddove vengono riaperti aeroporti».

«Abbiamo fatto di nuovo il punto della situazione con gli ambasciatori e i consoli delle aree coinvolte direttamente o indirettamente dalla crisi in corso», ha detto Tajani durante un punto stampa.

«Innanzitutto, ci siamo preoccupati sempre del rientro in patria nei nostri concittadini. Siamo già arrivati a oltre 20'000 persone che sono state rimpatriate dall'inizio della crisi e continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli da Abu Dhabi, Dubai a Muscat».

«La situazione dei nostri connazionali che vogliono rientrare sta lentamente migliorando. Stiamo lavorando nella stessa direzione in Israele per far partire tutti gli italiani entro domani. Domenica partiranno tutti coloro che vogliono lasciare il Paese con voli anche dall'Egitto, poi chi vorrà o chi ha la doppia cittadinanza potrà ripartire credo nei prossimi giorni», ha aggiunto Tajani.

5 ore fa
Iran: entro 24 ore riunione per scegliere la nuova Guida suprema

La riunione del Consiglio di esperti iraniano per eleggere la nuova Guida suprema del paese si terrà nelle prossime 24 ore. Lo ha annunciato il membro del consiglio e ayatollah Hossein Mozaffari citato dall'agenzia Fars.

«I rappresentanti del popolo nell'Assemblea degli esperti attendono con impazienza che si verifichino le condizioni e deliberino per selezionare un nuovo leader e successore dell'Imam martirizzato» Ali Khamenei e «abbiamo la fiduciosa speranza che, con l'aiuto di Dio, ciò possa avvenire nelle prossime 24 ore», ha affermato Mozaffari. La notizia è rilanciata anche da Ria Novosti.

5 ore fa
Iran: 1.172 civili morti, quasi come nel giugno 2025

Secondo Human Rights Activists News Agency (HRNA), il numero di civili uccisi in Iran a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani nel paese da sabato scorso è salito a 1.172 tra cui almeno 194 bambini. Oltre alle vittime civili sono stati uccisi anche altri 176 militari. Lo riporta la CNN.

Alcune strutture protette dal diritto internazionale umanitario sono state danneggiate, tra cui una della Mezzaluna Rossa.

Il bilancio si sta avvicinando a quello totale della guerra di 12 giorni dell'estate scorsa tra Iran, Israele e USA quando secondo le stime dell'HRNA sono morte 1.190 persone in Iran.

6 ore fa
Esplosioni udite a Manama, Doha e Dubai

Forti esplosioni sono state udite a Manama, la capitale del Bahrein, secondo quanto riferito da due giornalisti dell'AFP, mentre l'Iran prosegue i suoi attacchi di rappresaglia negli stati del Golfo. Uno dei reporter ha dichiarato di aver udito almeno cinque esplosioni in città.

«In risposta all'attacco dei terroristi americani all'impianto di desalinizzazione di Qeshm, la base americana di Juffeir» in Bahrein «è stata immediatamente presa di mira dai missili» iraniani, affermano invece i Guardiani della rivoluzione secondo quanto riportato dall'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim.

Poco prima il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, in un post sul suo account X, aveva accusato che «gli Stati Uniti hanno commesso un crimine palese e disperato attaccando un impianto di desalinizzazione dell'acqua dolce sull'isola di Qeshm, nel Golfo Persico», aggiungendo che «attaccare le infrastrutture dell'Iran è una mossa pericolosa con gravi conseguenze. Sono stati gli Stati Uniti a creare questo precedente, non l'Iran». Secondo Araghchi, l'attacco ha compromesso l'approvvigionamento idrico di 30 villaggi.

In serata sono state udite delle esplosioni a Doha, in Qatar, secondo quanto riferito da giornalisti dell'AFP presenti sul posto, secondo i quali nel centro della città sono scattati gli allarmi. Il Qatar afferma di aver intercettato un missile.

Intanto gli Emirati Arabi Uniti hanno individuato droni e missili iraniani in arrivo e stanno lavorando per intercettarli, ha dichiarato nel pomeriggio il ministero della difesa su X. Una forte esplosione si è udita questa sera anche a Dubai, hanno riferito giornalisti dell'AFP.

Nel suo primo discorso pubblico dallo scoppio della guerra in Iran, il presidente Sheikh Mohamed bin Zayed al-Nahyan ha dichiarato che gli Emirati Arabi Uniti si trovano in «un periodo di guerra» ma non sono «una preda facile».

«Faremo il nostro dovere nei confronti del nostro paese, del nostro popolo e dei nostri residenti, che fanno parte della nostra famiglia», ha dichiarato bin Zayed, ripreso dai media internazionali. «Non siamo una preda facile», ha aggiunto il presidente, aggiungendo che gli Emirati Arabi Uniti hanno «la pelle dura e la carne amara».

Il capo della magistratura iraniana Gholamhossein Mohseni Ejei, esponente della linea dura iraniana e membro del consiglio direttivo ad interim, ha affermato che la Repubblica islamica continuerà a prendere di mira i vicini della regione che offrono ai suoi nemici «punti usati per aggressioni contro il nostro paese».

«Le prove fornite dalle forze armate iraniane mostrano che la geografia di alcuni paesi della regione è apertamente e segretamente a disposizione del nemico», ha dichiarato, aggiungendo che «i pesanti attacchi contro questi obiettivi continueranno».

Stamani il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso trasmesso dalla TV di Stato, aveva invece affermato che «mi scuso con i paesi vicini che sono stati attaccati dall'Iran». «Il Consiglio di leadership ad interim ha concordato ieri - ha spiegato aggiunto - che non verranno più effettuati attacchi contro i paesi vicini e che non verranno lanciati missili a meno che un attacco all'Iran non provenga da quei paesi.

6 ore fa
Sono ancora 4 mila gli svizzeri bloccati nella regione

A una settimana dallo scoppio delle ostilità nel Medio Oriente, oggi risultano ancora poco più di 4'000 concittadini svizzeri bloccati nella regione che hanno espresso la loro volontà di fare ritorno a casa tramite l'app Travel Admin della Confederazione.

Secondo gli ultimi dati del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), 4.039 persone - di cui 2.500 negli Emirati Arabi Uniti - erano ancora in attesa di abbandonare il Golfo Persico a causa dell'offensiva israeliana e americana contro l'Iran e la conseguente rappresaglia di Teheran (stando ai dati di mezzogiorno).

Ieri i servizi di Ignazio Cassis avevano parlato di 5'200 persone che hanno richiesto assistenza tramite l'applicazione. Il calo del numero di concittadini che intendono lasciare la regione è probabilmente legato anche ai due voli speciali organizzati dalla Edelweiss, con partenze previste proprio nella giornata odierna.

Secondo quanto indicato dalla stessa compagnia aerea, i due I collegamenti diretti da Mascate e Salalah sono decollati oggi dall'Oman in direzione di Zurigo con a bordo complessivamente 404 passeggeri, 215 dei quali cittadini rossocrociati, ha indicato all'agenzia Keystone-ATS un portavoce di Edelweiss. I due velivoli sono attesi allo scalo di Kloten per le 16:30 e le 18:30.

Giovedì pomeriggio era già rientrato a Zurigo un volo speciale di Swiss che aveva riportato in patria dalla capitale dell'Oman Mascate 211 concittadini.

La situazione negli spazi aerei e negli aeroporti della regione del Golfo resta fragile. Alcuni scali hanno ripreso parzialmente le operazioni, ma hanno dovuto chiudere nuovamente in modo temporaneo in più riprese. Anche questa mattina, all'aeroporto di Dubai, dopo un'esplosione avvenuta nei pressi di un terminal.

Un volo della compagnia Emirates diretto da Zurigo a Dubai ha dovuto attendere per lungo tempo sopra il deserto a seguito della deflagrazione, per poi deviare verso un altro aeroporto dell'emirato, come reso noto da «20 Minuten», evidenziando il tracciamento del volo visibile su Flightradar24.

7 ore fa
«Distrutti 16 aerei dei pasdaran a Teheran»

L'esercito israeliano (IDF) ha affermato di aver distrutto 16 aerei utilizzati dalla Forza Quds dei pasdaran iraniani presso l'aeroporto internazionale di Mehrabad a Teheran, in un'ondata di attacchi aerei nella capitale iraniana la scorsa notte. Lo riporta il «Times of Israel».

L'IDF afferma che l'aeroporto di Mehrabad è stato utilizzato dalla Forza Quds «come snodo centrale per armare e finanziare i terroristi affiliati al regime in Medio Oriente», tra cui Hezbollah in Libano.

Nell'ambito degli attacchi, afferma l'esercito, sono stati distrutti 16 velivoli utilizzati per trasferire armi a Hezbollah, altre infrastrutture militari presso l'aeroporto, nonché diversi caccia iraniani.

7 ore fa
Attaccata una petroliera battente bandiera delle Isole Marshall

Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno dichiarato in una nota di aver lanciato attacchi con droni contro una petroliera battente bandiera delle Isole Marshall, descritta come «un asset americano».

«Una petroliera con il nome commerciale 'Louise P' e la bandiera delle Isole Marshall, uno degli asset dell'America terrorista, è stata colpita da un drone nel mezzo del Golfo Persico», si legge sul sito dei Pasdaran, Sepah News, riportano i media iraniani.

7 ore fa
Il Kuwait ha annunciato una riduzione della produzione e della raffinazione del greggio

Il Kuwait ha annunciato una riduzione precauzionale della produzione e della raffinazione del petrolio greggio a seguito dei continui attacchi dell'Iran contro il paese e delle «minacce iraniane al passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz».

Kuwait Petroleum Corporation, la compagnia petrolifera statale, ha affermato che la decisione rientra nella sua «strategia di gestione del rischio e continuità operativa», riporta il «Guardian».

8 ore fa
Il B-1 Lancer, bombardiere USA atterrato alla base britannica

Un bombardiere statunitense è atterrato ieri sera in una base della RAF, l'aviazione militare, in Gran Bretagna dopo che Washington ha avvertito che gli attacchi contro l'Iran sarebbero «aumentati drasticamente». Lo scrivono i media britannici.

Il B-1 Lancer, in grado di trasportare 24 missili da crociera, è arrivato alla RAF Fairford nel Gloucestershire ieri sera, dopo che Keir Starmer aveva concesso l'autorizzazione per un'azione «difensiva» degli Stati Uniti contro i siti missilistici iraniani dalle basi del Regno Unito.

Il capo delle forze armate, Richard Knighton, ha affermato di aspettarsi che gli Stati Uniti lancino missioni dalla base del Gloucestershire «entro i prossimi giorni».

8 ore fa
Quasi 300 morti in Libano

Il ministero della salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani contro il paese hanno ucciso quasi 300 persone dall'inizio della guerra con Hezbollah questa settimana.

In una dichiarazione, il ministero ha affermato che «il bilancio delle vittime dell'aggressione israeliana, dall'alba di lunedì... è salito a 294 martiri e 1'023 feriti».

8 ore fa
Oltre 200 soldati USA uccisi o feriti negli attacchi alla base aerea di al-Dhafra ad Abu Dhabi

Almeno 200 soldati americani sono stati uccisi e feriti durante gli attacchi iraniani alla base aerea di al-Dhafra ad Abu Dhabi nelle ultime 24 ore: lo sostiene il quartier generale centrale iraniano Khatamolanbia in un comunicato.

Durante gli attacchi iraniani alla Quinta flotta della Marina statunitense nella regione, altre 21 persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite, ha aggiunto il comunicato, citato da Tasnim, affermando che anche una petroliera di proprietà degli Stati Uniti è stata colpita nella parte settentrionale del Golfo Persico.

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