

Israele ha allestito un avamposto militare clandestino nel deserto iracheno allo scopo di sostenere la sua campagna aerea contro l'Iran e ha sferrato attacchi contro le truppe irachene che, nelle prime fasi del conflitto, avevano rischiato di scoprirlo. Lo riporta il Wall Street Journal, dando conto di quanto riferito da persone a conoscenza dei fatti, tra cui funzionari americani.
Israele ha realizzato la struttura, che ospitava forze speciali e fungeva da snodo logistico per la sua Aeronautica militare, poco prima dell'inizio della guerra del 28 febbraio, con la piena consapevolezza degli Stati Uniti, hanno precisato le fonti.
Il presidente americano Donald Trump ha detto di «aspettarsi di avere notizie molto presto» dagli iraniani sull'ultimo piano di pace americano. Il tycoon, parlando telefonicamente con Margot Haddad dell'emittente televisiva francese LCI, ha affermato che Teheran desidera ancora «con forza» concludere un accordo di pace duraturo e che i negoziati sono in corso.
Il presidente ha in programma di partecipare oggi al torneo LIV Golf che si svolge presso il Trump National Golf Club a Sterling, in Virginia.
L'Iran, per la prima volta, ha fornito dettagli sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei, l'attuale Guida Suprema del Paese, negli attacchi aerei di USA e Israele che, all'inizio del conflitto, hanno causato la morte di suo padre, Ali Khamenei.
Un funzionario iraniano ha confermato che Khamenei ha riportato lesioni alla rotula e alla schiena, precisando però che gode di buona salute: la notizia, riferisce il Wsj, emerge da un video sui social di Nour, agenzia di stampa legata al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell'Iran. Ieri, la Cnn ha riferito che l'intelligence USA ritiene Khamenei cruciale nelle strategie dell'Iran.
L'aggiornamento sulla salute della Guida suprema iraniana è stato fatto da Mazaher Hosseini, identificato nel video come il coordinatore delle riunioni governative di alto livello. Nello stesso attacco, in cui è morto il padre, ha perso la vita anche la moglie del giovane Khamenei, ha aggiunto Hosseini.
Funzionari statunitensi, al contrario, hanno descritto le ferite di Mojtaba Khamenei come gravi: non appare in pubblico dal 28 febbraio, data in cui Israele e gli Stati Uniti hanno sferrato una serie di attacchi coordinati.
Hosseini ha affermato che il ginocchio di Khamenei guarirà presto e che il problema alla schiena si è ormai risolto. Khamenei presenta inoltre un piccolo taglio dietro l'orecchio, già medicato, che risulta invisibile poiché coperto dal turbante, ha precisato Hosseini.
L'assenza di Khamenei dalla scena pubblica ha alimentato speculazioni secondo cui egli non sarebbe coinvolto nella gestione delle attività quotidiane. Funzionari iraniani hanno tuttavia spiegato che Khamenei sta mantenendo un basso profilo per ragioni di sicurezza personale. Nel video, Hosseini ha dichiarato che Khamenei si rivolgerà al popolo iraniano «al momento opportuno».
Lo scontro tra Iran e Occidente passa anche dall'allarme ambientale lanciato per una chiazza di petrolio osservata a largo dell'isola di Kharg.
Lo sversamento, inizialmente stimato con una estensione di circa 50 chilometri quadrati, non vede ancora un'origine chiara, ma ci sono già accuse incrociate: secondo un parlamentare iraniano, Jafar Pourkabgani, la chiazza sarebbe stata infatti causata «da residui di petrolio e acque di zavorra provenienti da petroliere europee, che sono state scaricate in mare, danneggiando l'ambiente marino».
Ma secondo una Ong ambientalista con sede in Regno Unito, il Conflict and Environment Observatory (Ceobs), potrebbero essere le infrastrutture petrolifere iraniane ad aver causato la fuoriuscita di greggio.
La chiazza di petrolio è stata osservata per la prima volta nei giorni scorsi, dopo che la società Orbital Eos, che monitora le fuoriuscite di petrolio, ha analizzato alcune immagini satellitari condividendo i risultati con il New York Times. «Sebbene le infrastrutture offshore nell'area più ampia potrebbero essere una potenziale fonte, al momento non siamo in grado di identificare un punto di origine definitivo o di attribuire la fuoriuscita a una causa specifica», ha affermato Leon Moreland del Ceobs.
Moussa Ahmadi, capo della commissione energia del parlamento iraniano, ha dichiarato all'agenzia di stampa Isna che «finora non vi è stata alcuna segnalazione ufficiale che confermi» perdite dalle infrastrutture petrolifere iraniane dovute a problemi di capacità di stoccaggio. Alcuni media, tra cui l'americana Fox News, hanno ipotizzato che le infrastrutture di stoccaggio petrolifero iraniane potrebbero essere sotto pressione a causa del blocco navale statunitense, che sta ostacolando la capacità del Paese di esportare o immagazzinare greggio. Ma per il deputato Pourkabgani si tratta di «falsità».
Moreland ha affermato che «non vi sono prove evidenti di ulteriori sversamenti attivi intorno all'isola, sebbene la precedente chiazza sia ancora visibile mentre si sposta verso sud». In ogni caso, dopo averla definita una delle più grandi chiazze di petrolio individuate nell'area dall'inizio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran del 28 febbraio scorso, il Ceobs ha sottolineato che le ultime osservazioni dallo spazio mostrano che lo sversamento si è «molto ridotto» rispetto alla sua estensione iniziale.
La chiazza si estendeva giovedì su oltre 50 km2, ha riportato il New York Times, secondo il quale in mare potrebbe trovarsi una quantità di petrolio pari a «oltre 3.000 barili».
Kharg, situata nel nord del Golfo, è il principale terminal petrolifero iraniano, attraverso il quale transita normalmente il 90% del greggio controllato da Teheran. Alla fine di marzo, il presidente americano Donald Trump aveva minacciato di «annientare» l'isola se l'Iran non avesse riaperto lo stretto di Hormuz alla navigazione. Centinaia di navi, tra cui petroliere, sono bloccate nel Golfo a seguito di questo blocco, aggravato da un blocco americano dei porti iraniani.
Il Regno Unito ha annunciato che invierà un cacciatorpediniere, l'HMS Dragon che si trova attualmente nel Mediterraneo, in Medio Oriente in previsione di una futura missione internazionale per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
«Questo preposizionamento dell'HMS Dragon fa parte di una rigorosa pianificazione per garantire che il Regno Unito sia pronto, come parte di una coalizione multinazionale guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia, a garantire la sicurezza dello stretto quando le condizioni lo permetteranno», ha dichiarato il ministero della Difesa britannico.
Almeno 12 persone sono rimaste uccise in raid israeliani avvenuti nelle ultime ore su diverse località del sud del Libano e a sud di Beirut, dove i media statali libanesi hanno riferito di almeno tre attacchi in poco tempo. Lo riferisce il giornale L'Orient-Le Jour.
Sette vittime e almeno quindici feriti sono indicati in un bilancio preliminare di un attacco contro un palazzo che ospitava famiglie sfollate a Saksakiyé (Sidone), tra questi anche tre bambini, rispettivamente di sei mesi, due e 11 anni. Un altro morto è stato riportato a Saadiyat, più a nord; due per un attacco che ha colpito un'auto su una strada che collega questa località con Beirut; e altri due ad Habbouch, più a est.
Tre riservisti israeliani sono rimasti feriti, uno in modo grave, in seguito all'attacco con un drone, rivendicato in precedenza da Hezbollah, contro il nord di Israele. Lo riferisce l'esercito di Tel Aviv.
In un altro incidente, un drone ha colpito un veicolo senza pilota nel sud del Libano, causando danni. Non si sono registrati feriti.
Immagini satellitari diffuse dall'osservatorio ambientale Ceobs mostrano un'enorme chiazza di petrolio rilevata nelle vicinanze dell'isola iraniana di Kharg, situata nel Golfo Persico.
Secondo questo organismo, che ha sede nel Regno Unito, si tratta di una delle più grandi chiazze di petrolio individuate nell'area dall'inizio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran del 28 febbraio scorso. L'origine di questa marea nera non è nota, ha aggiunto il Ceobs sui social.
La chiazza si estendeva giovedì su oltre 50 km2, ha riportato il New York Times sulla base di immagini satellitari analizzate dalla società specializzata Orbital Eos. Il quotidiano americano aggiunge che in mare potrebbe trovarsi una quantità di petrolio pari a «oltre 3.000 barili».
Kharg, situata nel nord del Golfo, è il principale terminal petrolifero iraniano, attraverso il quale transita normalmente il 90% del greggio controllato da Teheran. Alla fine di marzo, il presidente americano Donald Trump aveva minacciato di «annientare» l'isola se l'Iran non avesse riaperto lo stretto di Hormuz alla navigazione.
Centinaia di navi, tra cui petroliere, sono bloccate nel Golfo a seguito di questo blocco, aggravato da un blocco americano dei porti iraniani. Secondo il Ceobs, la chiazza di petrolio sta derivando verso sud e «sembra poco probabile che venga trattata in modo adeguato».
I media libanesi riferiscono di tre morti in un raid aereo israeliano avvenuto poco fa nel sud del Libano. Lo scrive Times of Israel citando l'agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui l'attacco ha colpito un'auto su una strada tra le città di Burj Rahal e Aabbasiyyeh.
L'Idf aveva precedentemente emesso avvisi di evacuazione per entrambi i villaggi, insieme ad altri sette. L'agenzia Nna segnala inoltre diversi altri attacchi nei pressi delle città di Nabatieh, Kafra, Haris e Mansouri.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver colpito oltre 85 obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore, oltre a un sito sotterraneo di stoccaggio di armi nella Valle della Bekaa.
Secondo l'esercito, citato dal Times of Israel, tra gli obiettivi nel Libano meridionale figuravano depositi di armi, lanciarazzi ed edifici utilizzati da Hezbollah. Nella parte orientale della Valle della Bekaa, secondo le Idf, è stata colpita una struttura sotterranea dove Hezbollah produce armi.
Nelle ultime 24 ore Hezbollah ha lanciato diversi razzi contro le truppe israeliane di stanza nel sud del Libano, senza causare feriti, conclude l'esercito israeliano.
L'esercito israeliano ha emesso avvisi di evacuazione per nove villaggi nel Libano meridionale in vista dei raid aerei.
Gli abitanti di Tayr Debba, Aabbasiyyeh, Burj Rahal, Maaroub, Barish, Arzoun, Jannata, Zrariyeh e Ain Baal sono invitati ad allontanarsi di almeno un chilometro. Lo scrive Times of Israel.
«Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, l'esercito è costretto ad agire con la forza e non intende nuocervi», avverte il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee.
Secondo l'agenzia di stampa ufficiale libanese National News Agency, almeno 31 persone, tra cui un soccorritore, sono state uccise ieri durante i massicci attacchi israeliani nel sud del Libano.
Secondo Al Jazeera, è stata una delle giornate più sanguinose da quando, il 2 marzo, sono ripresi i combattimenti tra le forze israeliane e Hezbollah. Tra le vittime figurano cinque persone in due attacchi aerei contro la città di Toura, nel distretto di Tiro.
L'intelligence Usa ritiene che Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell'Iran, stia svolgendo un ruolo cruciale nel definire la strategia bellica, al fianco di alti funzionari di Teheran. Lo riporta la Cnn, in base a diverse fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l'esatta portata della sua autorità all'interno di un regime ora frammentato rimane comunque poco chiara.
Tuttavia, è probabile che Khamenei stia contribuendo a dirigere la gestione, da parte dell'Iran, dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, malgrado non compaia in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che, all'inizio della guerra, ha causato la morte di suo padre Ali Khamenei e di diversi alti vertici militari del Paese, alimentando le speculazioni sul suo stato di salute e sul suo ruolo all'interno della struttura di leadership iraniana.
L'amministrazione Trump continua a perseguire una soluzione diplomatica al conflitto, mentre il cessate il fuoco si protrae ormai da oltre un mese: secondo le fonti, l'intelligence Usa valuta che l'Iran stia ancora cercando di riorganizzarsi all'indomani della campagna di bombardamenti americani che ha lasciato intatte significative capacità militari di Teheran, preservando la facoltà del Paese di resistere per ulteriori mesi a un blocco statunitense.

